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NANOTECNOLOGIE/ Lunga vita (assistita) con sensori e robot tuttofare

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Ambient Assisted Living  Ambient Assisted Living

È noto come Ambient Assisted Living (AAL) e indica una serie di ricerche e iniziative tecnologiche finalizzate a consentire agli anziani e alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di restare attivi nella società per più anni. Se ne parla in questi giorni a Venezia, nel corso della settima edizione di NanotechItaly 2014, la manifestazione che mette in evidenza il ruolo integrato e trasversale delle cosiddette “Key Enabling Tecnologies (KET)”, le tecnologie abilitanti, tra le quali spiccano le nanotecnologie, accanto a micro-nanoelettronica, biotecnologie industriali, fotonica, materiali e sistemi avanzati di produzione. L’evento è organizzato da AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale), Veneto Nanotech, CNR e IIT (Istituto Italiano di Tecnologia).

Ne parliamo col fisico Pietro Siciliano, Responsabile dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (IMM) del CNR di Lecce e Presidente dell’Associazione Nazionale Ambient Assisted Living (AitAAL).

 

Da dove nasce l’idea dell'Ambient Assisted Living?

Il problema nasce da una presa di coscienza delle problematiche relative ai mutamenti sociali. In particolare l’attenzione è stata rivolta alla condizione delle persone anziane, che stanno diventando sempre più numerose; ciò comporta la necessità di una riconfigurazione della società, ad esempio dei servizi socio sanitari, con le relative conseguenze organizzative e d economiche. In sede europea ci si è posti l’interrogativo su come affrontare organicamente tale situazione per venire incontro alle esigenze di una popolazione che invecchia sempre più. Se è vero che oggi l’aspettativa di vita si è elevata, è comunque inevitabile che l’anzianità e la vecchiaia si portano dietro acciacchi e difficoltà, in persone che spesso vivono da sole in ambienti domestici non adeguati: lo stesso concetto di casa chiede di essere riconfigurato per venire incontro alle nuove necessità. Oggi per la prima volta si inizia a parlare degli utenti come componente importante dei programma di ricerca futuri; che devono nascere dai bisogni reali per poi impostare opportune attività di ricerca.

 

Che cosa le tecnologie possono fare per venire incontro a queste nuove necessità?

Parliamo delle tecnologie nel senso più ampio possibile, che va dal servizio al prodotto, dal software al dispositivo miniaturizzato, al sensore, ai dispositivi indossabili. Molte di queste tecnologie possono risolvere alcuni dei problemi prima indicati e inoltre, contestualmente, possono aprire opportunità economiche legate alle nuove attività che si vanno a sviluppare e alle nuove fasce di mercato che così si creano. Qualcuno parla già di “silver economy”, cioè dell’economia che si sviluppa per affrontare i problemi della terza età. 

 

Anche in Italia ?

Nel nostro Paese si è fatto molto; anche mutuando alcuni approcci dal mondo anglo sassone che su questi temi si è mosso prima. Noi a Lecce, come Istituto del CNR per la Microelettronica e i Microsistemi, stiamo lavorando da diversi anni sulla sensoristica e micro sistemistica per trovare soluzioni facilmente utilizzabili. In questo collaborando con gli utenti, con assistenti sociali, con medici; ma anche con le Regioni, che diventano importanti nel momento in cui si tratta di erogare dei servizi. Significativa a questo proposito è la nascita della Associazione Italiana Ambient Assisted Living, sorta allo scopo di raccordare tutte queste sinergie e rappresentando tutti gli attori implicati nel processo.

 

Quindi vengono rappresentati anche gli utenti finali?



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