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CERN/ Fabiola Gianotti: dalla copertina del Time alla supersimmetria

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Fabiola Gianotti sulla cover di Time  Fabiola Gianotti sulla cover di Time
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L’ho conosciuta agli inizi della sua carriera scientifica e poi quando era spokeperson di ATLAS. Agli inizi era puramente una ricercatrice e anche dopo è sempre stata una ricercatrice molto brillante. Poi però ha saputo dimostrare di avere anche delle notevoli capacità organizzative, che ormai nel suo nuovo ruolo saranno totalizzanti: non potrà più fare ricerca attiva, anche se dovrà capirla ed essere perfettamente aggiornata..  

 

Sulla scena internazionale oggi il Cern non ha praticamente concorrenti, quindi è una scienza senza competizione…

In questo momento non c’è nessun grande laboratorio che possa fare il tipo di fisica che fa LHC. Gli americani, che sono stati concorrenti per lungo tempo in passato, hanno rinunciato a realizzare un grande supercollisionatore e ora gli stessi fisici statunitensi  vengono a fare ricerca al Cern. Non manca però la competizione, come è naturale che ci sia, tra i vari esperimenti e i gruppi. 

 

Lei prima ha accennato alla supersimmetria: sarà questo il prossimo grande traguardo scientifico; o ce ne sono altri?

Effettivamente il primo grande obiettivo è capire se si possono rivelare particelle supersimmetriche. Ma non è l’unico goal nel futuro del Cern. Ci sono importanti problemi aperti, ad esempio quelli a cavallo tra fisica delle particelle e astrofisica come la ricerca della dark matter, la materia oscura che domina gran parte dell’universo e non si capisce bene di cosa sia fatta. Non è neppure detto che un acceleratore come LHC sia il posto migliore dove cercarla, ma si può ricercarla anche lì e se ha certe caratteristiche potrebbe essere trovata nei tunnel del Cern e sarebbe una scoperta di enorme importanza. 

 

Lei è Principal Investigator di un PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) dedicato al calcolo avanzato; e il Cern è stato un punto di riferimento anche per le nuove tecnologie: lì è nato il www, il World Wide Web. È ancora all’avanguardia anche per il networking e il computing del futuro?

Più che altro per il computing, per lo sviluppo di sistemi di calcolo distribuito. Ci siamo messi insieme tra i diversi esperimenti di LHC per lavorare congiuntamente allo sviluppo di nuove tecniche di calcolo, anche di una certa complessità. Per la gestione del calcolo complesso ci basiamo sull’attività di dieci grossi centri di calcolo  e un centinaio di più piccoli sparsi per il mondo; quindi non più tutto centralizzato in un unico grande sistema. Queste tecniche di calcolo distribuito, che stiamo applicando con buoni risultati, potrebbero essere di grande utilità in tante altre situazioni di ricerca e applicative.



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