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EVOLUZIONE/ Cambiamo Darwin, anzi no: lo scontro tra "progressisti" e conservatori

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Ma è anche la stessa concezione per così dire "esternalista" della Sintesi Moderna a essere messa in discussione. Per la Sintesi l'ambiente agisce sugli organismi e questi diventano quello che sono in quanto si adattano, come una chiave nella toppa, alle condizioni imposte dall'ambiente, il quale a sua volta cambia nel tempo per cause proprie indipendenti dagli organismi viventi che ospita. 

Non si considera abbastanza invece che gli organismi viventi agiscono attivamente sull'ambiente, lo modificano, costruiscono la loro nicchia ecologica e, di conseguenza, l'azione selettiva che l'ambiente esercita sui viventi è profondamente modificata dall'azione stessa degli organismi viventi sull'ambiente. Infine, e questo è un punto nodale, non si tien conto che gli organismi viventi non trasmettono alla discendenza solo i geni, ma esiste un'eredità extra-genetica (trasmissione epigenetica, trasmissione attraverso comportamenti imitativi, attraverso comunicazione simbolica ed evoluzione culturale). Si tratta di trasmissione di informazione comportamentalmente acquisita, in grado di influenzare profondamente il fenotipo e che diviene più e più importante, man mano che gli organismi viventi diventano più complessi.

Cosa rispondono a questi rilievi i "conservatori"? No, all is well, non c'è bisogno di aggiornare la Sintesi, non ci sono "pezzi" mancanti, tutto è già considerato e presente nella Sintesi; bisogna solo rimboccarsi le maniche per mettere in evidenza i meccanismi genetici alla base dello sviluppo, dell'adattamento all'ambiente, dei comportamenti sociali. Cioè quanto dicono gli "innovatori" è solo una conseguenza dei meccanismi genetici alla base dell'evoluzione. Invece per gli "innovatori" essi sono una delle cause dell'evoluzione.

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