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EVOLUZIONE/ Cambiamo Darwin, anzi no: lo scontro tra "progressisti" e conservatori

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Nature è una rivista scientifica di grande prestigio e le sue scelte editoriali, come si suol dire, fanno tendenza. Nel campo della evoluzione biologica, la linea editoriale è sempre stata una solida difesa della Sintesi Moderna, teoria che aggiorna i concetti darwiniani (concezione "popolazionale" degli organismi viventi caratterizzati dalla presenza di variabilità individuale casuale e selezione naturale che favorisce gli individui con varianti vantaggiose in un particolare ambiente) con le conoscenze della genetica classica e della genetica e biologia molecolare attuale. Colpisce quindi che nel numero del 9 ottobre, nella rubrica Commenti, si discuta se la teoria necessiti un ripensamento. 

A discutere sono gli esponenti di due linee di pensiero: i sostenitori della necessità di un aggiornamento della Sintesi Moderna (la cosiddetta Sintesi Estesa) e i "conservatori". Nel frontespizio dell'articolo sono raffigurati due pesci che si fronteggiano con sguardo un po' incupito: sono due ciclidi, vertebrati apprezzatissimi dagli studiosi di biologia evoluzionistica in quanto rappresentano un esempio vivente di radiazione adattativa, il fenomeno attraverso il quale, a partire da una singola specie, si generano nella progenie tante specie diverse tra loro in un breve periodo di tempo. Si pensi che solo in due laghi dell'Africa sud orientale, il lago Tanganica e il lago Malawi, vivono rispettivamente 250 e 500 specie diverse di questi piccoli pesci, un fatto che Darwin avrebbe sicuramente apprezzato e inserito nel libro On the Origins of Species by Means of Natural Selection The Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life.

Ma quali sono gli argomenti dei sostenitori della necessità di un aggiornamento urgente della Sintesi Moderna? Sostanzialmente si afferma che i caposaldi della Sintesi (la variazione negli organismi viventi si origina attraverso mutazioni casuali nel Dna che a sua volta è il solo responsabile della trasmissione ereditaria, e la selezione naturale è il solo processo attraverso il quale gli organismi si adattano all'ambiente in cui vivono) non descrivono adeguatamente le forze che operano nell'evoluzione biologica. In sostanza si critica la visione strettamente "genocentrica" della Sintesi Moderna che esclude, o considera marginali, altri fattori ritenuti invece rilevanti dagli "innovatori".

E quali sono questi fattori? Uno ad esempio è come si crea la forma adulta dalla singola cellula dell'uovo fecondato e come le modificazioni di questo processo durante i milioni di anni della storia della vita abbiano prodotto le "infinite forme bellissime". L'evoluzione biologica quindi non come cambiamento nel corso dei secoli delle forme degli organismi, ma come cambiamento nel tempo dei processi di sviluppo, dell'embriogenesi. Un altro fattore è come l'ambiente direttamente influenza la forma/funzione degli organismi, cioè la cosiddetta plasticità fenotipica, quante diverse forme può assumere lo stesso organismo (quindi con il suo genotipo) se esposto a condizioni ambientali diverse. 



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