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RISCALDAMENTO GLOBALE/ La nostra atmosfera: una serra sempre più efficiente

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Quali sono quindi i gas serra più importanti? Il più conosciuto è sicuramente l'anidride carbonica (CO2, biossido di carbonio) ma, vi è un’altra sostanza, forse insospettabile ai più, che ha effetti pesanti sul clima: l'acqua. È esperienza comune che durante una nottata invernale e a cielo limpido la temperatura scenda molto di più che con il cielo nuvoloso; se poi durante la notte il cielo si rannuvola, all'alba seguente la brina depositata si è già completamente sciolta. Questo perché le nubi agiscono come una "coperta", riflettendo verso il basso le radiazioni emesse dal suolo, che quindi non può raffreddarsi.

In effetti, anche l'acqua allo stato gassoso (cioè il vapore acqueo) è molto efficiente (pensiamo a come cala molto più rapidamente la temperatura di notte nelle regioni desertiche rispetto all'umida Pianura Padana). A livello quantitativo possiamo affermare che il forcing radiativo (cioè il flusso di radiazione intercettato per unità di tempo) medio del vapore acqueo è più del doppio di quello dell'anidride carbonica.

È dunque falso affermare che l'anidride carbonica sia il candidato principale del riscaldamento globale che stiamo vivendo negli ultimi decenni? No, ed essenzialmente per due motivi. Prima di tutto dobbiamo considerare che il ciclo dell'acqua è molto veloce, con un tempo scala medio intorno alla settimana, mentre quello dell'anidride carbonica ha un tempo medio di residenza in atmosfera di circa 100 anni. Quindi, se un aumento di emissione di vapore acqueo viene neutralizzato in breve tempo, lo stesso non si può dire per l'anidride carbonica. Per questo motivo il vapore acqueo non può essere annoverato tra le cause del riscaldamento globale, ma viene piuttosto considerato dagli esperti come un potente feedback che ha il potere di amplificare ciò che già è in atto; esso è quindi un fattore che ha una grande influenza sulla temperatura del pianeta, ma solo in conseguenza dell'interazione con altri processi che ne causano una variazione di concentrazione.

In secondo luogo, bisogna considerare che l'atmosfera è un sistema molto complesso, in cui un gran numero di componenti interagiscono tra di loro. Proprio uno di questi feedback riguarda il rapporto tra temperatura, concentrazione di CO2 e di vapore acqueo. Un aumento di temperatura dell'aria di 1 °C innalza la quantità massima di vapore acqueo che può essere contenuta in una data massa d'aria di circa il 6-7% (come prescrive la relazione di Clausius-Clapeyron).



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