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VERSO EXPO/ Dai semi al piatto, passando dall’Europa

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Sementi di fiori e erba al Micografo elettronico (Photo Quest Ltd /Science Photo Library/Corbis)  Sementi di fiori e erba al Micografo elettronico (Photo Quest Ltd /Science Photo Library/Corbis)
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Un percorso che parte proprio dalle origini, cioè dai semi, esposti scenograficamente in decine di vasi di vetro e altri contenitori dove, per la prima volta vengono messi in pubblico i preziosi esemplari che escono dalle più importanti banche dei semi italiane. Al centro della sala campeggia una riproduzione in scala della banca dei semi più importante al mondo: il Global Seed Vault delle isole Svalbard (mar Glaciale Artico). Sono i testimoni di migliaia di anni di selezioni, trasformazioni, incroci spontanei o indotti; basti pensare che i primi documenti della raccolta delle sementi per ottenere un raccolto risalgono a circa 10mila anni fa e sono di poco successivi i primi tentativi di produzione di bevande ottenute dalla fermentazione dei cereali. Nei semi è rinchiuso il segreto di uno dei più grandi tesori del Pianeta: la biodiversità.

Un secondo passaggio di questo percorso nel food parte dalle nostre cucine ma vuole ricordarci che anche alimenti cui siamo abituati sono il risultato di lunghi viaggi e di un lento cammino evolutivo. Basterà sottoporsi a un semplice quiz per accorgersi che molte di queste provenienze ci sono sconosciute: se è facile immaginare che il the arrivi dalla Cina o che il pomodoro e il mais siano giunto in Europa dopo la scoperta delle Americhe, meno noto è il luogo di partenza di asparagi (Asia) o della noce moscata (Nuova Guinea) o del cocomero (Africa tropicale).

Una volta collocati nel tempo e nello spazio, i cibi tornano in cucina, “l’ambiente di casa a più alto contenuto scientifico e tecnologico”. La maggior parte di questa scienza è silenziosa e resta implicita in tante procedure quotidiane: prodotti e reazioni chimiche, fenomeni e principi fisici, macchine e apparecchiature tradizionali e automatiche. Viene appagata la curiosità di vedere lo spaccato di una Moka o di un frullatore, mentre è possibile apprezzare la funzione di macchine che gli agricoltori conoscono bene e che servono per i trattamenti basilari dei prodotti più comuni: dal riso, al latte, al caffè, al cacao.

Infine uno spazio dedicato al ruolo dei sensi nella nostra alimentazione. Sono preziosi alleati che ci aiutano a selezionare il cibo: per riconoscere ed evitare ciò che potrebbe dannoso e per preferire quello che potrebbe farci bene. Tutti e cinque vengono coinvolti e non solo il gusto e l’olfatto. A riconferma di una visione unitaria della persona e del suo approccio anche a una esperienza così comune e fondamentale come è l’alimentazione.



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