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PROGETTI/ Ta Pum, quando la scienza sale in alto (nel ricordo della Grande Guerra)

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Ta Pum è un cammino di oltre 1.800 km, suddiviso in due percorsi, uno alpinistico suddiviso in 53 tappe e uno escursionistico suddiviso in 35 tappe, che collega i luoghi la cui storia è legata ai momenti più significativi della prima Guerra Mondiale. Il coinvolgimento del Cnr in questo "Cammino della memoria"  vuole unire il passato nel ricordo di chi ha sacrificato la sua vita nella Grande Guerra, all'impegno della Ricerca scientifica per promuovere un mondo migliore e la pace tra chi lo abita.

«Naturalmente col progetto Ta Pum  abbiamo anche raccolto dati scientifici, che si sono rivelati di notevole validità. I risultati preliminari mostrano generalmente concentrazioni più basse di particolato fine, grossolano e di BC oltre i 2.000 m di quota e più elevate al di sotto dei 1000 m». Questi valori sono stati confrontati con quelli misurati al Monte Cimone; dove tra l’altro – nota Bonasoni – il nostro osservatorio è ospitato in un ex Rifugio del CAI intitolato al sottotenente Gino Romualdi, Medaglia d'Argento al valor militare, morto durante la Prima Guerra Mondiale. 

In particolare, la tappa dal Rifugio Branca al Rifugio Bonetta mostra valori di BC e particolato fine inferiori anche di un ordine di grandezza rispetto quelli registrati al Cimone, che si trova ad una quota inferiore e, soprattutto, è affacciato direttamente sulla Pianura Padana. Al contrario la tappa da Rovereto al Rifugio Zugna è caratterizzata da valori notevolmente più elevati di quelli del Cimone «a possibile conferma dell'influenza delle attività antropiche e del traffico veicolare sulla qualità dell'aria a basse quote». Un dato interessante, ancorché preliminare, riguarda le concentrazioni non trascurabili di questi composti registrate all'interno di alcuni rifugi.

Durante il percorso alpinistico di Tapum, in collaborazione con il progetto PON I-Amica del Cnr, il sistema modellistico WRF/Chimere con risoluzione spaziale di 3x3 kmq ha fornito previsioni a tre giorni delle concentrazioni al suolo di PM10, della frazione carboniosa del particolato atmosferico (BC) e del particolato di tipo crostale di origine naturale (come le polveri desertiche). Un bollettino meteorologico giornaliero di supporto per il team alpinistico è inoltre stato prodotto dal Cnr - Ibimet (Istituto di biometeorologia), anche con l'aiuto di Servizio Meteorologico Regionale della Lombardia e Meteotrentino.

Bonasoni tiene a sottolineare che «i composti inquinanti, come il BC ed il PM, non conoscono quei confini geografici o politici per i quali, durante la Prima Guerra Mondiale, tante persone persero la vita nelle aree dove ora possiamo tranquillamente passeggiare, sciare o arrampicare. Il particolato assorbente, come l'aerosol minerale ed il carbonio elementare, può raggiungere le alte vette alpine e depositarsi sui ghiacciai e sul manto nevoso modificandone il potere riflettente, l'albedo, e accelerandone la fusione già critica a causa dal riscaldamento globale».  

L'impegno del CNR nel Progetto Ta Pum è molto ampio e coinvolge non solo l’Isac ma anche altri istituti, in particolare: DTA - Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, IMAA - Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale, IIA – Istituto sull’ Inquinamento Atmosferico, IBIMET – Istituto di Biometeorologia.



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