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INNOVAZIONE/ Il circolo virtuoso delle materie prime strategiche

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Il meccanismo di consorzi del genere funziona così: «la KIC cofinanzia delle nostre attività già esistenti sui raw materials, cioè ricerche sia fondamentali che applicative: tali attività vengono valorizzate a cofinanziamento e la CE fornisce un suo finanziamento pari al 25% per rendere fruibili le nostre competenze in campo industriale». 

In particolare la CE tramite la KIC finanzia i due ambiti nei quali si focalizzerà l’azione della Bicocca: da un lato la formazione specifica di professionisti nell’ambito delle materie prime, attraverso la creazione di master, di dottorati di ricerca industriali e di corsi di aggiornamento professionale; dall’altro l’implementazione della ricerca applicata all’industrializzazione, con la creazione di brevetti e la messa a disposizione di fondi per la creazione di start-up fortemente collegate al territorio, in particolare tramite la collaborazione con piccole, medie e grandi imprese lombarde

Tra i principali settori di ricerca applicata sui quali investirà la Bicocca ci sono: la sostituzione e il riciclo della gomma naturale nella realizzazione di pneumatici, in collaborazione con Pirelli; la sostituzione del platino nelle celle a combustibile; il riciclo di materie prime, il trattamento di siti contaminati e lo sviluppo di processi industriali a basso impatto ambientale; lo sviluppo di processi industriali compatibili con l’ambiente; la sostituzione di elementi critici in materiali per applicazioni ottiche e in dispositivi microelettronici.

Oltre all’ambito strettamente scientifico, Vedda segnala il coinvolgimento anche negli aspetti economici e sociali. In campo economico, con lo studio dell’andamento economico-finanziario del settore estrattivo italiano delle materie prime non energetiche, l’identificazione delle problematiche produttive e di approvvigionamento dei minerali critici e di processi autorizzativi efficienti nel rispetto della sostenibilità ambientale, e l’individuazione di metodologie per la pubblicazione e la diffusione di dati sull’utilizzo e il riciclo di materie prime in diversi ambiti industriali italiani. 

«Quanto al campo antropologico e sociale, l’attenzione sarà rivolta a tematiche che riguardano le strategie di comunicazione con la popolazione e i risvolti sociali e culturali delle attività minerarie, della produzione della gomma e della filiera del legno, delle strategie di utilizzo, di recupero e riciclo di materie prime critiche sul territorio italiano».

Il vero punto di forza di RawMatTERS, secondo Anna Vedda, è comunque lo sviluppo a livello imprenditoriale della ricerca focalizzata sulle materie prime attraverso l’alta formazione e la creazione di brevetti e start-up: «Vogliamo creare dei ricercatori-imprenditori con una sensibilità ambientale e una coscienza del risparmio, per implementare e rafforzare la collaborazione a due vie tra il sistema universitario e quello industriale, alimentando un circolo virtuoso».



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