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SCIENZA 2014/ Un italiano e una matematica nella top ten di Nature

Pubblicazione:

Andrea Accomazzo  Andrea Accomazzo

Miriam ha vinto per uno studio pubblicato nel 2012 su un argomento inerente alle geometrie non euclidee e in particolare alla geometria iperbolica, quella in cui le rette parallele a una retta data e passanti per un punto sono almeno due. La giovane studiosa, che ora è Assistant Professor alla Stanford University, è arrivata al risultato in modo brillante, anche se difficile da rendere “popolare”; un modo che testimonia tutta la sua passione per la matematica che le permette di “vedere” quello che altri non vedono. Peccato che la grande attenzione che ha ricevuto dai media in questi mesi, e che l’ha portata fin sulle pagine patinate delle rivista di moda Elle, si sia concentrata unicamente sul fatto, peraltro non irrilevante, che si tratti del primo riconoscimento di questo tipo assegnato a una matematica.

Per la cronaca, gli altri otto posti in questa speciale Top Ten sono occupati da: Suzanne Topalian, oncologa; l’indiana, ora al MIT, Radhika Nagpal, ingegnere robotico; il medico Sheik Humarr Khan, vittima dell’Ebola; l’astrofisico David Spergel; Pete Frates, impegnato nella lotta alla SLA; Koppillil Radhakrishnan, ingegnere dall’Agenzia Spaziale Indiana ISRO; l’oftalmologa giapponese Masayo Takahashi; il biologo molecolare Sjors Scheres.



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