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SCIENZA 2014/ Un italiano e una matematica nella top ten di Nature

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Andrea Accomazzo  Andrea Accomazzo

È difficile, al termine di un anno così interessante per la ricerca scientifica, sottrarsi alla tentazione di stilare delle classifiche; e infatti i principali media  non se ne sottraggono: dai grandi magazine, ai siti specializzati, ai numerosi blog. Tra le varie retrospettive sull’anno di scienza che si sta concludendo, la prima attenzione va focalizzata anzitutto sulle persone; sono gli uomini che fanno la scienza e guardare agli uomini di scienza in azione è il modo migliore per capire cos’è la scienza e per cogliere meglio anche la portata e il valore delle singole leggi e teorie. 

Ai protagonisti delle avventure scientifiche di quest’anno ha pensato la rivista Nature, che ha presentato la sua Top Ten, cioè i profili dei dieci scienziati che meritano una citazione speciale. E il primo della lista è un 44enne italiano, Andrea Accomazzo, che tutto il mondo ha visto autorevolmente “al comando” delle missione Rosetta nella recente impresa dello sbarco sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko.

Certo, tutti abbiamo partecipato anche emotivamente a quelle giornate che hanno preceduto e seguito il primo storico contatto diretto di un manufatto umano con una cometa; ma ciò che è avvenuto in quei delicati momenti è stato accuratamente preparato per diciotto anni. Di Accomazzo abbiamo potuto ammirare la prontezza e la capacità decisionale nei momenti in cui si doveva dare il via per svolgere tempestivamente alcune operazioni programmate superando gli imprevisti che avevano un po’ modificato lo scenario nel quale la sonda, ma soprattutto il lander Philae, si trovava ad operare. Non abbiamo visto però tutto il paziente lavoro preparatorio: la scelta e la realizzazione ottimale della strumentazione, la pianificazione del programma di volo, le ripetute simulazioni delle attività da condurre sulla superficie cometaria, l’attesa del “risveglio” di Rosetta dopo i tre anni di ibernazione…  

Di tutta quella lenta e puntuale attività Accomazzo si dichiara soddisfatto, così come del risultato tecnico della missione, cioè di essere riuscito a far atterrare Philae a solo un centinaio di metri dal centro della zona prestabilita dopo un viaggio di oltre sei miliardi di chilometri. È in questo mix di realistica obbedienza alle leggi della natura, di audacia nell’immaginare di sfidare le situazioni più estreme e di rapidità nel prendere decisioni critiche che si gioca un’esperienza anche umanamente entusiasmante. Ed è con questo stesso approccio che si accinge a seguire i prossimi voli, in qualità di responsabile della divisione Solar and Planetary Missions dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea): a cominciare dalla missione intitolata a un altro italiano, Bepi Colombo, che raggiungerà Mercurio fra due anni. Ma sarà difficile – confessa a Nature – dimenticare Rosetta.

Nella lista di Nature spicca anche un altro nominativo degno di attenzione: è quello della giovane matematica di origine iraniana Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere la Medaglia Fields (il premio istituito dall’International Mathematical Union nel 1936, equiparato a un Nobel per la matematica e assegnato ogni quattro anni a uno studioso al di sotto dei 40 anni). 



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