BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BENI CULTURALI/ Un piedestallo tecnologico per la Pietà Rondanini

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto
<< Prima pagina

Un prerequisito fondamentale era che si utilizzasse una tecnologia semplice e funzionale, non dipendente dall’elettricità, anche perché in caso di evento catastrofico la prima cosa che viene a mancare è la corrente elettrica; quindi abbiamo scartato tutti i sistemi a controllo attivo perché non possiamo permetterci che l’assenza di alimentazione elettrica condizioni la risposta del sistema. Un altro requisito era la possibilità di garantire una manutenzione pressoché nulla. Detto questo, si è optato, per la parte sismica, per dei pattini a ricircolazione di sfere: di fatto sono delle guide che permettono lo scorrimento a bassissimo attrito anche in presenza di carichi verticali molto elevati. Per la parte relativa alle vibrazioni ambientali ci sono delle gomme realizzate con degli elastomeri a rigidezza controllata: semplificando un po’, è come se fossero dei tasselli di gomma, tutti però uguali e con la rigidezza voluta. Complessivamente quindi, si tratta di un sistema passivo a manutenzione auspicabilmente zero.

 

Come si è arrivati alla costruzione vera e propria del basamento?

Inizialmente ci siamo rivolti ad alcuni istituti dei quali conoscevamo le competenze tecniche e l’esperienza sul campo; mi riferisco in particolare al laboratorio del Jacobs School of Engineering dell’università di San Diego (California), che ha delle dotazioni strumentali per gli studi sismici uniche al mondo, con una tavola vibrante enorme in grado di collaudare strutture anche di grandi dimensioni. Poi abbiamo avuto contributi e suggerimenti, sempre per la parte sismica, dal centro per gli studi sulla conservazione di beni culturali del Getty Museum.

 

Chi ha realizzato la struttura?

Abbiamo interpellato una trentina di aziende in tutto il mondo, chiedendo un pre-progetto per un basamento che fosse antivibrante e antisismico. Abbiamo avuto parecchie proposte molto interessanti, con tecnologie diverse ma alla fine la scelta è caduta sulle società giapponesi Miyamoto per la progettazione e THK per la realizzazione del basamento; il tutto sempre in costante collaborazione con il nostro gruppo del Politecnico. C’è da osservare che la Miyamoto aveva maturato una significativa esperienza sia all’interno dei musei sia per la salvaguardia dei server delle reti informatiche: nei server la distribuzione delle masse è abbastanza simile a quella delle statue.

 

Adesso il basamento è pronto; cosa resta ancora da fare?

I basamento è stato realizzato. Noi però vogliamo avere una prova sul campo che dimostri la bontà del sistema: Allora, mediante tecniche di prototipazione rapida è stata costruita una replica esatta della Pietà, con lo stesso marmo preso dalla cava vicina a quella dove si riforniva Michelangelo, fatta in modo da poter rappresentare la stessa distribuzione delle masse. Questo è importante perché purtroppo la Pietà Rondanini ha un baricentro piuttosto periferico e, dato che la statua viene lasciata libera di muoversi, in caso di sisma si può incorrere nel rischio del ribaltamento. Le prove quindi verranno effettuata la prossima settimana in un laboratorio particolarmente in grado di simulare dei sismi su sei gradi di libertà e cioè l’ex ISMES di Bergamo, un istituto storico per il collaudo di strutture antisismiche.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.