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SCENARI/ Per entrare nelle smart city la parola d’ordine è: efficienza energetica

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Rio de Janeiro è stata una delle prime smart city  Rio de Janeiro è stata una delle prime smart city

Oppure l’installazione di lampade fluorescenti, che riduce la quantità di energia necessaria per raggiungere lo stesso livello di illuminazione rispetto all'utilizzo di tradizionali lampadine a incandescenza: le lampade fluorescenti compatte usano un terzo dell'energia e possono durare da 6 a 10 volte più a lungo di lampade incandescenti. E poi c’è la grande opportunità dei LED, che oltre alla immediata riduzione energetica, apre una serie smisurata di possibilità derivanti dalla connessione tra il sistema di illuminazione e le reti informatiche: ci sono già oggi soluzioni di illuminazione che possono essere collegati in modalità wireless e comunicare con le persone che le utilizzano, rendendo le loro esperienze più coinvolgenti; ci sono sistemi di illuminazione domestica a LED controllabili direttamente da smartphone o tablet, per creare e gestire la luce personalizzando ogni ambiente della casa; in città nella vita cittadina, le luci possono combinarsi con dati utili, come flussi di traffico e previsioni del tempo, in modo da essere adattate di conseguenza; e così via.

 

Qui siamo in pieno tema “smart city”: se inseriamo la gestione intelligente dell’illuminazione nel nuovo paradigma della generazione distribuita dell’energia, ecco che il quadro assume contorni molto interessanti. La generazione distribuita apre la strada alla diversificazione dei vettori energetici e all'impiego intelligente delle fonti di energia rinnovabile che proprio per la loro caratteristica di fonti diffuse rispondono alle esigenze dei sistemi di generazione di piccole-medie dimensioni e favoriscono la realizzazione delle micro-reti di trasmissione. In questo paradigma trovano efficace collocazione gli Smart Metering, cioè quei sistema di controllo basati su reti di sensori per il monitoraggio in tempo reale dei consumi di luce, gas e acqua; grazie alla possibilità di interfacciarsi con le tecnologie informatiche, essi consentono di intervenire sugli impianti regolando lo scambio sia di energia sia di informazioni e adeguando il funzionamento degli impianti alle mutevoli esigenze.

 

Come pure trovano posto le Smart Grid, cioè le reti elettriche in grado di integrare in modo “intelligente” le azioni di tutti gli utenti connessi, distribuendo energia non solo dai produttori ai consumatori ma anche in senso opposto, portando alla ribalta la nuova figura del “prosumer”, neologismo che fonde consumer e producer. Su questi scenari, il Rapporto presentato dall’Enea offre risultati incoraggianti: complessivamente, l’applicazione delle misure previste dal PAEE ha consentito nel 2012 un risparmio energetico di circa 75.000 GWh/anno, 30% in più rispetto al 2011, raggiungendo il 60% dell’obiettivo fissato dal PAEE per il 2016. Otre al residenziale, un settore che ha molto contribuito a questo risultato, soprattutto negli ultimi anni, è stato l’industria: i due settori insieme rappresentano l’80% del risparmio totale conseguito. È l’indicazione di una direzione verso cui incamminarsi più speditamente.



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