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SPAZIO/ Quanto dista Mercurio? Lo sapremo con 15 cm di margine

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Il Mercury Orbiter Radio science Experiment (MORE)  Il Mercury Orbiter Radio science Experiment (MORE)

Mercurio è legato alla teoria della Relatività di Einstein: la misura precisa dell’avanzamento (precessione) del perielio del pianeta fornisce una delle conferme della relatività generale einsteiniana. E misure ancor più accurate saranno possibili con la missione Bepi Colombo (il cui lancio è al momento previsto per luglio 2016), un progetto di esplorazione interplanetaria molto ambizioso, costituito da due elementi: il Mercury Planetary Orbiter (MPO) sviluppato dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) realizzato dall’agenzia giapponese JAXA. Una missione che vede la comunità scientifica Italiana, con il supporto dell’ASI, fornire un contributo rilevante, con ben 4 esperimenti su 11. Di uno di questi, il Mercury Orbiter Radio science Experiment (MORE), è iniziata nei giorni scorsi presso la clean-room della Thales Alenia Space Italia a Torino l'attività di integrazione: si tratta di un Ka Band Transponder, uno strumento straordinario che capitalizza le solidissime competenze dell'industria aerospaziale italiana nel settore delle telecomunicazioni spaziali in banda Ka. Ne abbiamo parlato con due ingegneri che all’ASI hanno lavorato sul progetto MORE: Roberto Formaro per gli aspetti tecnologici e Angelo Olivieri per gli aspetti scientifici.

 

Cos’è il Ka Band Transponder?

Il termine transponder, contrazione di transmitter responder, rappresenta, in generale, un dispositivo che riceve (in uplink), amplifica e ritrasmette (in downlink) un segnale sulla stessa di frequenza ricevute o su una frequenza differente; il Mercury Orbiter Radio Science Experiment (MORE) è un trasponder nella banda Ka (32.5 GHz) in grado di fornire una stima accurata del campo gravitazionale di Mercurio.

 

Quella iniziata in questi giorni è “l’integrazione” dell’esperimento: cosa significa?

Il modello FM (Flight) dello strumento MORE è stato consegnato ad ESA affinché ne possa essere avviata l’installazione sul satellite Bepi Colombo, attualmente presso la camera pulita della TAS-I di Torino. Si parla di integrazione in quanto si è dato avvio al processo di accomodamento del sotto-sistema e delle sue funzioni sul sistema satellite collegandolo con altri apparati, per verificarne le interfacce ed il rispetto dei requisiti a livello di sistema.

 

Perché per questa attività è richiesta la clean room?



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