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FISICA/ Dal Paese delle meraviglie quantistiche spunta il monopolo magnetico (sintetico)

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Una calamita  Una calamita

Si potrebbero indagare più a fondo le implicazioni teoriche dell’esistenza dei monopoli magnetici, per esempio nella descrizione della storia dei primi attimi dell’universo o le implicazioni per la teoria delle stringhe; si potrebbero descrivere le teorie secondo cui il contenuto di energia di un singolo monopolo elementare sarebbe capace di far camminare un’auto elettrica per diversi chilometri, il che spiegherebbe la non osservazione dei monopoli ad LHC. Ma quello che qui pare più urgente delineare è il contesto sperimentale in cui la scoperta è avvenuta e comprendere la differenza tra il monopolo naturale e quello sintetico creato. Il monopolo sintetico è stato creato in un condensato di Bose-Einstein, una struttura quantistica che si comporta come un singolo atomo pur contenendone milioni. Il metodo utilizzato per crearlo, già ideato nel 2009 alla Aalto University da Ville Pietilä e dal su citato Mikko Möttönen, consiste nell’utilizzo di un campo magnetico esterno per guidare gli spin degli atomi che formano il condensato. Il monopolo sintetico si forma nel campo magnetico artificiale del condensato. Si capisce qui la differenza tra il monopolo sintetico e quello naturale: il monopolo sintetico è un “fenomeno emergente” in un sistema di molte particelle, gli atomi del condensato di Bose-Einstein, “la finestra dal nostro mondo nel mondo delle meraviglie quantistiche”, come lo definisce uno stupefatto Möttönen.



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