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SISMOLOGIA/ Quelli che… hanno "sentito" il terremoto

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Noi abbiamo creato dei programmi che elaborano automaticamente le risposte in modo statistico basandoci sulle descrizioni delle scale di intensità macrosismica. Per questo studio sono stati utilizzati 250.000 questionari per analizzare in che modo le persone avvertono la vibrazione del terremoto e in quale percentuale avvertono un terremoto in funzione della loro posizione (piani alti o bassi delle case o all’esterno) e della attività (durante il sonno o fermi o in movimento). Abbiamo preso in considerazione solo gli scuotimenti medio - bassi che si possono avvertire nelle vicinanze di un terremoto di bassa magnitudo o a maggiore distanza da un terremoto più forte. In questi casi solo parte della popolazione riconosce la vibrazione di un terremoto, in dipendenza dalla sensibilità personale e della condizione in cui si trova in quel momento. Abbiamo quindi analizzato come varia la percentuale di persone che avverte un terremoto al variare della condizione e a parità degli altri parametri.

Perché le conclusioni tratte sono una novità?

A differenza di quanto riportato sulle descrizioni delle scale macrosismiche, abbiamo riscontrato che, sull’avvertimento di un evento sismico, l’attività dell’osservatore incide di più rispetto alla sua posizione. Ad esempio abbiamo evidenziato che le persone ferme all’aperto avvertono un terremoto più chiaramente di quelle in movimento ai piani alti delle case.

Ci sono altri studi del genere nel mondo con i quali confrontarsi?

Non ci sono altri studi su questo particolare aspetto. La grande quantità di dati raccolta dal sito haisentitoilterremoto ci ha permesso di evidenziare un fenomeno che prima non era stato messo in luce per la scarsità di dati relativi ai risentimenti dovuti a piccoli terremoti.

Avete in programma di ampliare questi studi o di farne di nuovi?

La nuova prospettiva aperta dal nostro approccio consiste nella possibilità di analizzare non solo le aree più distanti dall’epicentro dei forti terremoti, ma anche i terremoti di bassa energia. È noto ai sismologi che i terremoti di diverse magnitudo non avvengono in egual numero, ovvero sono, per nostra fortuna, rarissimi i forti terremoti e, al contrario, molto frequenti quelli lievi (le proporzioni possono essere di qualche migliaio a uno). Poter analizzare anche i terremoti lievi ci ha dato e continuerà a darci una grande quantità di dati. Noi abbiamo intenzione di analizzare il nostro database per studiare diversi aspetto legati al terremoto, ad esempio come cambiano gli effetti al variare della sua profondità o della distanza dall’epicentro o in funzione della tipologia dell’edificio.



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