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ELETTRONICA/ La seconda giovinezza del tungsteno nei LED ultrasottili

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Credit University of Washington  Credit University of Washington

Anche il gruppo di Seattle, guidato dal professore di scienza dei materiali Xu Xiaodong, ha lavorato con il diseleniuro di tungsteno ma si è concentrato sul problema della sottigliezza, arrivando a strati di soli tre atomi ma ancora meccanicamente resistente. Stiamo parlando di strati di spessore inferiori di diecimila volte rispetto allo spessore di un capello umano e di dispositivi dalle dimensioni dell’ordine di un decimo o un ventesimo dei LED attualmente disponibili. I dispositivi realizzati nei laboratori della University of Washington sono costituiti da fogli piani di diseleniuro di tungsteno e i fogli sottili sono stati ottenuti con la tecnica “del nastro adesivo”, resa celebre dai due fisici dell'Università di Manchester, Andre Geim e Konstantin Novoselov, vincitori del premio 2010 Nobel per aver estratto, appunto con quel metodo, sottili strati di grafene da un pezzo di grafite.

 

Oltre alle applicazioni nella emissione di luce, questa tecnologia potrebbe aprire le porte all’impiego della luce al posto degli elettroni nei chip a nano-scala dei futuri computer, evitando il dispendio di calore prodotto dal movimento degli elettroni. Ora gli scienziati di Seattle stanno lavorando per rendere più efficiente il processo di produzione dei nuovi dispositivi e per analizzare il comportamento di questi materiali bidimensionali nelle varie configurazioni nelle quali possono essere “impilati”. Hanno anche visto che questi materiali sembrano reagire alla luce polarizzata in modi totalmente nuovi, come mai era accaduto a nessun altro materiale: da ciò stanno intravedendo ulteriori possibili applicazioni. L’appuntamento è per un prossimo numero di Nature Nanotechnology.

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