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DIBATTITI/ Un geografo tra gli ingegneri

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L'aula di un'università  L'aula di un'università
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Sentiamo il geografo francese Michel Lussault: «Questo termine nel linguaggio filosofico fu usato per indicare la scienza dell'uso, del significato delle parole e dei segni in generale (Locke). Nel linguaggio medico semeiotica o semiologia (dal greco semèion "segno" e logos "discorso") indica quella disciplina che ha per oggetto lo studio dei segni, cioè dei sintomi delle malattie. Oltre ai segni delle malattie, la semeiotica deve studiare anche i segni delle funzioni normali, cioè i fenomeni normali… Che cosa succede allo spazio quando viene solcato dall’incrocio di azioni individuali e collettive? Quali tracce depositano tali passaggi e come costituiscono, a loro volta, la memoria implicita del contatto fra lo spazio e le soggettività?...

 

Occorre rispondere a queste domande attraverso una riflessione che costantemente rimbalza fra tre concetti: quello di ambiente in quanto spazio d’esperienza carico di vestigia semiotiche; quello di ambientamento come dinamica dell’accordo fra soggettività e ambiente; e quello di ambientazione come artificio che costruisce la parvenza di uno spazio d’esperienza e della sua dialettica con le azioni». Bisogna passare allora a una concezione olistica dell’ambiente. Per secoli Oriente ed Occidente sono rimasti separati da visioni diverse della realtà e dell'esistenza. In Occidente l'ipersviluppo della dimensione intellettuale ha determinato l'indubbio beneficio dello sviluppo scientifico e tecnologico ma l'impoverimento della dimensione esistenziale e la perdita di una visione “olistica” della vita. L'olismo (dal greco olos, cioè “la totalità”) è una posizione teorico-metodologica basata sull'idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti.

 

Un riferimento fondamentale è La teoria generale dei sistemi, TGS, (Ludwig Von Bertalanffy, 2004); la sua affermazione ha determinato una vera rivoluzione nel modo di concepire la realtà e dunque anche l’ambiente. «Il principio base della TGS sta nel concepire la realtà come un sistema, vale a dire come un’organizzazione di elementi attivi e stabili, che interagisce con un ambiente esterno, va incontro a trasformazioni e si dirige verso un obiettivo» (Adalberto Vallega, 1990). La logica sistemica quindi come superamento della logica cartesiana, come suggerisce Tiziana Banini (Il cerchio e la linea. Alle radici della questione ambientale 2010): «Bertalanffy conduce le proprie riflessioni in alternativa all’impostazione razionalistica classica, secondo la quale le singole parti sono studiate e successivamente sommate le une alle altre, sul presupposto che il comportamento relazionale sia di natura lineare (Aristotele, Galileo, Descartes). Il concetto di sistema diviene così una nozione-chiave per la formulazione di una nuova concezione scientifica del mondo». Quale sarà il seguito di questo lavoro e se ci sarà, lo racconterò in un prossimo articolo.



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