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SCOPERTE/ Anche gli asteroidi hanno gli “anelli”: parola di Centauro

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asteroide (infophoto)  asteroide (infophoto)

L'interpretazione più probabile è che Chariklo sia costituito da un sistema di due anelli, che sono stati denominati dagli scopritori C1R e C2R. C2R è l'anello più esterno ed ha una larghezza pari a circa la metà di C1R. Ecco che allora quando il planetoide con il suo sistema di anelli transita davanti alla stella quello che noi vediamo è: una prima breve diminuzione di luminosità dovuta all'anello C2R, poi una seconda, più intensa, diminuzione dovuta a C1R (che è più largo del suo anello compagno), un calo più consistente e duraturo dovuto a Chariklo e due nuove diminuzioni uguali a quelle iniziali dovute nuovamente agli anelli.

L'animazione presentata sulla pagina internet che la prestigiosa rivista Nature ha dedicato alla scoperta, mostra molto bene la correlazione tra la curva di luce e la presenza di un sistema di anelli attorno al planetoide. Con questo stesso sistema, nel 1977 fu scoperto il sistema di anelli del pianeta Urano e, nel 1984, si capì che il primo degli anelli del pianeta Nettuno presenta un'interruzione.

Come si sono formati i due anelli attorno a Chariklo? Esistono altri corpi minori dotati di sistemi di anelli o Chariklo è il solo planetoide ad esserne dotato? Queste e molte altre domande stanno sorgendo in conseguenza della scoperta. Non si sa ancora quale o quali processi sono alla base della formazione di anelli attorno a questi piccoli corpi vaganti nel nostro Sistema Solare. Ad esempio, un impatto potrebbe aver scavato dagli strati superficiali di Chariklo materiale ghiacciato che ha dato origine al sistema di anelli rilevato. Tra l'altro dati raccolti sulla luminosità dell'asteroide dal 1997 al 2008 suggeriscono proprio la presenza di ghiaccio d'acqua negli anelli.

Al momento le numerose osservazioni di occultazioni stellari da parte di planetoidi transnettuniani non hanno rilevato la presenza di sistemi di anelli. La scoperta annunciata all’ESO ha aperto la strada, però, ad un nuovo filone di approfondimento sullo studio di questi remoti abitanti del Sistema Solare.

 



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