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EVENTI/ Dai laboratori alle cucine, passando dalle lavanderie

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Set da toilette in galalite del 1925. Collezione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia  Set da toilette in galalite del 1925. Collezione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Da allora i prodotti si fanno sempre più evoluti e differenziati: nel 1958, P&G lancerà sul mercato Spic&Span per i pavimenti, al costo di 200 lire a scatola, affidando la produzione all’italiana Miralanza. I report aziendali dell’epoca affermano che “non esiste nulla di simile sul mercato italiano”. La fine del 20° secolo porta grandi novità anche per gli agenti meccanici usati per le pulizie: dai laboratori più avanzati arrivano i panni in microfibra.

Sempre dall’armamentario chimico proviene l’idea che rivoluzionerà il modo di cucinare nelle case del ‘900: il becco di bunsen, bruciatore a gas presente in tutti i laboratori, è l’ispiratore dei fornelli a gas. Mentre, restando in cucina, sorprenderà sapere che il primo brevetto per una lavastoviglie è stato registrato nel 1887: l’inventore è una ricca signora dell’Illinois, Josephine G. Cochrane, fondatrice della celebre Kitchen Aid, che oggi registra un successo planetario con i suoi elettrodomestici. L’originalità della lavastoviglie della Cochrane era che in essa erano i piatti a ruotare invece delle bocchette che spruzzano l’acqua, come avviene oggi.

Altri settori della vita domestica sono strettamente legati a settori molto avanzati della ricerca scientifica e tecnologica. Si pensi alla cosmetica, che condivide metodi di formulazione, controllo di qualità e confezione con l’industria farmaceutica: shampoo, balsami e prodotti specifici sono frutto della ricerca tecno-scientifica più avanzata. Ma è così già da decenni: significativo l’esempio del Panthenol, la pro-vitamina della vitamina B5 da cui si sviluppa lo shampoo Pantene che viene scoperta nel 1947 in Svizzera, nel corso degli studi per una cura più efficace delle ustioni di guerra.

E un omaggio a un grande scienziato è presentato nell’isola tematica della mostra dedicata all’igiene e alla cura del corpo, dove viene ricordato il medico ungherese Ignàc Semmelweis, che nella metà dell’800 lottò per convincere i chirurghi a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calce, inaugurando l’antisepsi: la prevenzione del contagio attraverso la disinfezione. Il valore della azione, pesantemente contrastata dal mondo accademico, fu pienamente riconosciuto solo molti anni dopo la sua morte, avvenuta in manicomio nel 1865.



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