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EVENTI/ Dai laboratori alle cucine, passando dalle lavanderie

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Set da toilette in galalite del 1925. Collezione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia  Set da toilette in galalite del 1925. Collezione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

I percorsi dell’innovazione tecnologica sono tanti quante sono le attività umane; non c’è ambito dove la creatività e la genialità non possa applicarsi per trovare soluzioni adeguate e vantaggiose per risolvere i più svariati problemi: siano essi quelli legati alla produzione, o all’organizzazione della convivenza civile o anche alle esigenze più immediate della vita quotidiana a partire dal contesto domestico. In realtà, se ci guardiamo intorno in casa nostra ci vediamo circondati da tanti oggetti che ci sembrano ormai consueti e scontati ma sono il risultato di importanti processi innovativi dei quali la maggio parte di noi non ha traccia.

Interessanti quindi sono quelle iniziative che aiutano a ricostruire i percorsi che hanno condotto a quei risultati; meglio ancora se la ricostruzione consente di incontrare direttamente reperti e documenti che testimoniano il cammino compiuto. È quello che accadrà a coloro che avranno modo di visitare, da ora fino al 15 giugno prossimo presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, la mostra “HOME. 175 anni di innovazioni insieme a P&G”, realizzata dal Museo stesso e promossa da Procter & Gamble.

L’intento dell’esposizione, dicono i curatori, è di «raccontare l’evoluzione nascosta dietro attività quotidiane, invisibili eppure rassicuranti compagne di intere generazioni. La proposta è quella di una mostra coinvolgente che mette in scena, con linguaggi diversi, passato, presente e futuro: un viaggio alla scoperta di oggetti e tecnologie che nel tempo hanno migliorato la qualità della vita quotidiana, cambiando i piccoli gesti che tutti compiamo nella cura della persona e dell’ambiente domestico».

Dopo una visita in anteprima alla mostra, bisogna dire che l’obiettivo del coinvolgimento sembra pienamente raggiunto. È difficile infatti non restare incuriositi di fronte a un modello di aspirapolvere degli anni ’30 del secolo scorso; o al DREFT, primo detersivo sintetico per piatti e capi delicati lanciato dalla P&G nel 1933; oppure a una stufetta elettrica degli inizia del secolo scorso; o ancora a un set da toilette in galalite e lucite (tra le prime materie plastiche) del 1935.

Alcuni oggetti sono l’esito di vere e proprie novità tecnologiche, coperte da brevetto e spesso derivate dall’inventiva e dalla intraprendenza di singoli. Come il rasoio Multiplex, progenitore del moderno rasoio multilama progettato dall’ingegnere milanese Mino Pellizzola: la pagina che riporta il brevetto, numero 1.920.711 del 1/11/1929, è una scheda precisa e dettagliata, con disegni e dettagli tecnici degni delle più avanzate apparecchiature hi-tech.

In altri casi viene chiamata direttamente in causa una scienza e un’industria importante come la chimica, protagonista di un profondo cambiamento del concetto stesso di pulizia: basta pensare alla valorizzazione dell’aspetto “lucido” di mobili e pavimenti o al generale apprezzamento dell’igiene reale. L’immancabile video ricetta, tanto presente oggi su tutti i canali televisivi, è utilizzata qui per spiegare i sistemi di produzione di una cera per pavimenti e di un “sapone per i bassi usi domestici”. C’è anche una vetrina dedicata ai manuali per la preparazione casalinga dei detersivi, utilizzati all’epoca in cui pulire significava impiegare molto tempo per reperire ingredienti e realizzare le ricette. Per la manutenzione degli arredi si usavano sostanze rare, spesso poco sicure, oggi completamente superate. Solo all’inizio del ‘900 nuove tecniche di lavorazione dei saponi e l’invenzione dei tensioattivi sintetici generano i primi prodotti multiuso, sostitutivi del sapone.



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