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DIBATTITI/ Come nasce un osservatore "cosmico"

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Una stella nell'universo (Infophoto)  Una stella nell'universo (Infophoto)
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Se un credente nella genesi dal caos fosse stato interrogato cento anni fa circa la possibilità per l’uomo di diventare “osservatore cosmico”, egli avrebbe risposto che non c’era alcuna possibilità. Ma ora lo siamo diventati. La prima teoria scoperta dall’uomo nel mondo maturale, la teoria gravitazionale di Newton, ha di colpo abbracciato più di dieci ordini di grandezza con la sua elegante e precisa descrizione. Nei tre secoli successivi, le conoscenze teoriche hanno abbracciato un arco sbalorditivo di 45 ordini di grandezza: dal bosone di Higgs all’Universo stesso, superando di gran lunga la aspettative di un semplice osservatore.

Le leggi della natura scoperte dalla fisica fondamentale soddisfano a due principi: sono sia compatibili con la vita e la ragione, sia comprensibili alla ragione sotto forma di strutture eleganti. Il primo è il principio antropico tautologico, il secondo ci dà informazioni molto significative.

Per cogliere questo messaggio della fisica fondamentale, è importante rendersi conto che quella eleganza delle leggi della natura non può essere un’illusione della mente umana che cerca di organizzare in forme semplici ciò che osserva. Questa possibilità è esclusa dall’estrema ampiezza di scala dei parametri entro i quali le leggi sono valide con elevata accuratezza; una scala ben oltre quella umana.

Uno delle più impressionanti prove sperimentali di ciò è la misura del momento magnetico dell’eletrone. Per l’ingenuità dei fisici sperimentali, tale valore è misurato normalmente con l’accuratezza di 12 digit e a tale livello si accorda ancora con i calcoli teorici. Considerando che i più stringenti requisiti di un universo finemente sintonizzato sono di almeno 3 digit (come per il rapporto tra protone e neutrone), questa estrema precisione delle leggi fondamentali mostra chiaramente che l’universo è effettivamente strutturato secondo perfette forme razionali, dato che l’eventualità che si tratti di un’illusione o di una aberrazione è di 10-12/10-3, cioè uno su un miliardo. 

Perché sono proprio queste leggi e non altre a strutturare l’Universo? Se si esclude una selezione naturale e se qualsiasi teoria ci lascia con lo stesso interrogativo, non dobbiamo riconoscere che ci resta un’unica spiegazione, cioè l’idea che il nostro universo è stato concepito e realizzato da una mente trascendente?

 

(Alexy Burov, Lev Burov)



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