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CAMBIAMENTI CLIMATICI/ Rapporto IPCC: Europa vulnerabile, urgenti le misure di adattamento

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In generale «sulle coltivazioni agricole sono più comuni gli impatti negativi che quelli positivi. Gli impatti di recenti eventi estremi climatici (onde di calore, siccità, inondazioni, nubifragi e incendi boschivi) hanno mostrato una grande vulnerabilità della nostra società e di alcuni ecosistemi».

Passando alla situazione dell’Europa, viene individuata la regione mediterranea/sud europea come quella più a rischio a causa dei molteplici settori che vengono impattati: turismo, agricoltura, attività forestali, infrastrutture, energia, salute della popolazione. I cambiamenti climatici, si osserva, possono introdurre disparità economiche all'interno dell'Europa favorendo regioni meno affette ed aggravando quelle più esposte, come appunto quella mediterranea.

«Le proiezioni climatiche per il futuro mostrano un possibile aumento di temperature in tutte le regioni europee, un possibile aumento di precipitazione nell’Europa Settentrionale e un possibile calo di precipitazione nell’Europa Meridionale. Finora gli eventi estremi meteorologici hanno provocano significativi impatti in Europa in molti settori economici, provocando effetti sui sistemi sociali. È inoltre previsto un calo nella fornitura dei cosiddetti servizi ecosistemici in risposta ai cambiamenti climatici nell’Europa meridionale nell’area alpina».

L’Europa Meridionale quindi è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici e molti settori potranno essere colpiti negativamente, come : turismo, agricoltura, foreste, infrastrutture, energia, salute. «Il rischio di inondazioni costiere e fluviali potrà aumentare in Europa a causa dell’aumento del livello marino e l’aumento degli eventi di intensa precipitazione; senza misure di adattamento i danni cresceranno in maniera sostanziale».

Ma la lista dei potenziali danni in Europa è ancor più lunga: si parla di calo nella produzione termo-elettrica durante l’estate; di crescita della domanda di sistemi di raffreddamento; di probabile calo della produzione di cereali; di rischio di scarsità di disponibilità idrica, soprattutto nel Mediterraneo, dovuto al concomitante aumento della domanda di acqua per irrigazione, uso domestico e industriale e riduzione di precipitazioni, scarsa capacità di reintegro delle risorse idrico e aumento dell'evaporazione.



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