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EVENTI/ Collezionisti della natura a scuola di disegno da Homo habilis

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Cristalli rombododecaedrici di granato  Cristalli rombododecaedrici di granato

Proprio a questi animali preistorici è dedicato lo spazio centrale del Museo di Paleontologia, che ha sede nell’ex monastero dei Santi Marcellino e Festo, realizzato nella seconda metà del ‘500; qui la “stanza grande del Capitolo” è diventata la “Sala del Dinosauro” e vi campeggia un enorme scheletro completo di Allosaurus fragilis, proveniente dai sedimenti giurassici della Morrison Formation affiorante nella zona di confine tra il Wyoming e lo Utah. Tra le raccolte di fossili qui conservati si possono ammirare esemplari di molluschi delle argille plioceniche raccolte da Arcangelo Scacchi in Puglia, altre frutto di ricerche in Calabria e in altre zone dell'Italia meridionale; come pure quelle acquistate presso rinomate istituzioni scientifiche, come i tre esemplari di grandi rettili marini (Ittiosauri) e di pesci del Lias del Württemberg, acquistati a metà Ottocento.

Il programma di “Collezionare la Natura” prevede anche quattro esposizioni tematiche: “Passeggiando nel bosco: la fauna italiana”, una selezione di reperti appartenenti alle Collezioni storiche del Museo Zoologico; “Res naturae: la natura in un click”, una mostra fotografica realizzata dagli studenti del corso di Laurea in Scienze della Natura con il supporto del prof. Salvatore Viglietti; “L’illustrazione scientifica della preistoria”, una selezione di disegni realizzati sempre da Franco Tempesta; infine “Uomini, rocce e minerali: dalla preistoria alla protostoria”, a cura del Museo di Antropologia e del Real Museo Mineralogico.

Questi ultimi due eventi daranno spunti per proseguire all’interno dei musei con i “Percorsi educativi interdisciplinari”, che accompagnano gli studenti alla scoperta delle rocce e dei minerali associati all'evoluzione biologica e culturale dell'uomo durante la preistoria. Durante tutta la preistoria (Paleolitico e Neolitico), rocce quali selce, diaspro, quarzite, ossidiana e successivamente minerali, sono stati utilizzati dall'uomo per realizzare manufatti utili allo svolgimento delle attività quotidiane. In questo percorso, è possibile approfondire lo studio minero-petrografico delle principali rocce e dei minerali adoperati dall'uomo preistorico; analizzare manufatti (ciottoli, chopper, amigdale, lame, raschiatoi, asce) realizzati da Homo habilis, Homo erectus eHomo sapiens, e ricostruire l'evoluzione della tecnologia, i metodi di lavorazione degli utensili e le loro funzioni.

Il culmine dell’interesse e della attrattiva è senza dubbio l’incontro con le incisioni rupestri e le celebri pitture parietali. Testimonianze dell'arte preistorica si trovano oggi prevalentemente in Europa e in particolare in Spagna, Francia, Norvegia e Italia: animali e talvolta figure umane sono i soggetti più rappresentati, realizzati con tecniche che denotano una grande abilità artistica sia nella rappresentazione figurativa che nell'uso dei colori. Il modo migliore per apprezzarli è lanciarsi personalmente in queste performance, come è possibile fare qui, prendendo in esame i principali minerali e rocce utilizzati dall'uomo preistorico per ricavare i pigmenti e tentare di riprodurre con i colori ottenuti dai minerali alcune delle più note pitture rupestri.



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