BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA DATA DELLA PASQUA/ Storia di un calcolo complesso, in un anno speciale

Pubblicazione:

Terminus Paschae  Terminus Paschae

La Luna ecclesiastica è un algoritmo semplificativo per il calcolo delle fasi lunari basato, come la maggior parte delle conoscenze astronomiche antiche, sulle osservazioni dei Caldei, raccolte da Tolomeo nell'Almagesto attorno al 150 d.C. Anche il ciclo di Metone di 19 anni, in capo al quale le fasi lunari si ripresentano negli stessi giorni dell'anno è noto dal VI secolo a.C. Conoscendo il novilunio (quando si avvista la prima falcetta di Luna), si conoscono automaticamente le date di tutte le successive fasi lunari: il primo quarto cade 6 giorni dopo il novilunio, il plenilunio 13 giorni dopo il novilunio e l'ultimo quarto 21 giorni dopo il novilunio.

Tutti questi cicli hanno una certa approssimazione, nel caso di Metone c'è una differenza di 1 ora e 28 minuti tra 19 anni giuliani e 235 lunazioni, che si somma ad ogni ciclo, diventando un giorno ogni 310 anni. Questo fenomeno è stato notato solo quando le osservazioni sono durate tanto da consentire di rilevarlo, ed è uno dei motivi per cui nella storia della cronologia incontriamo vari protagonisti, che con approssimazioni successive, chiamate saltus lunae, aggiustano il computo pasquale in modo che sia facilmente riproducibile anche in assenza di osservazioni astronomiche, ma allo stesso tempo si adatti alle osservazioni per non contraddirle.

I vescovi di Alessandria Teofilo e Cirillo fecero le prime tavole pasquali basandosi su un ciclo di 95 anni, 5 cicli di Metone. Vittorio (o Vittorino) di Aquitania prepara per il papa Ilario un Canon Paschalis rilevando per primo il grande ciclo delle Pasque di 28x19=532 anni, tale per cui le date delle Pasque si ripetono identiche nel calendario giuliano. Questo ciclo è chiamato sia vittoriano che dionisiano poiché anche Dionigi il Piccolo lo utilizzò quando fu incaricato di prolungare le tavole pasquali dal papa Giovanni I nel 526. Dionigi redasse le nuove tavole nel 532, con prudente validità di altri 95 anni. Incidentalmente propose di datare non più dal regno di Diocleziano (284) come ancora si fa nella Chiesa Copta, ma dalla Nascita di Cristo, gli eventi della storia. Sappiamo che questo computo ha alcuni difetti: non c'è un anno 0, sconosciuto nella numerazione romana, per cui Cristo nasce il 25 dicembre del I anno avanti Cristo, 7 giorni prima dell'era Cristiana. Poi ci si è accorti che questi 7 giorni sono in realtà 7 anni per effetto della retrodatazione di 2 anni dalla strage degli Innocenti avvenuta sotto Erode il Grande, morto nel 4 a.C., subito dopo una Pasqua con eclissi di Luna.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >