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LA DATA DELLA PASQUA/ Storia di un calcolo complesso, in un anno speciale

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Lo studio storico ed il calcolo astronomico lo dobbiamo all'astronomo protestante Keplero, sui testi di Giuseppe Flavio. Il grande ciclo delle Pasque è minimo comune multiplo tra il ciclo di Metone 19 anni e il ciclo solare di 28 anni, cioè 532 anni. Identificato da Vittorio d'Aquitania e utlizzato da Dionigi il Piccolo. Il ciclo solare è un periodo di 28 anni giuliani (28 = 4 × 7; 4 = numero corrispondente al ritorno periodico degli anni bisestili, 7 = numero corrispondente al ritorno periodico dei giorni della settimana), dopo il quale si ripetono gli stessi giorni della settimana alle stesse date del mese. Per il calendario gregoriano occorre tener conto del giorno soppresso negli anni secolari espressi da un numero non divisibile per 400. Invece che considerare Dionigi il Piccolo, il migliore computista dell'epoca, tra i fondatori del diritto canonico e del pensiero medievale in genere, goffamente in errore di 7 anni sulla nascita di Gesù, perché non pensare che il far coincidere la sua epoca con il compimento di un intero ciclo delle Pasqua a partire dal Natale di Cristo, sia stato intenzionale?

Nel positivismo, ancora imperante, l'evo medio è sinonimo di secoli bui, con l'accesso alle notizie storiche farraginoso, e così pensiamo che il dottissimo Dionigi non abbia saputo conteggiare gli anni in cui gli Imperatori romani avevano regnato, trascurando quelli in cui Tiberio era Collega Imperii di Augusto ed altri dettagli di questo tipo, ma anche l'Enciclopedia Britannica accosta il grande ciclo delle Pasque alla data in cui Dionigi promulga il suo computo. Sappiamo, poi, che la cronologia AD, Anno Domini, fu accolta da Beda il Venerabile due secoli dopo, e gradualmente dalla cancelleria pontificia con Giovanni XV anche se affiancata alle Indizioni Romane, come testimonia l'epitaffio tombale di Silvestro II del 1003 al Laterano. Che Dionigi fosse veramente competente si vede dal fatto che prolungò il computo pasquale solo di 95 anni e non di 532, cosciente forse dell'altra approssimazione presente nel calendario civile, quella dell'anno tropico, ma questa è un'altra storia... La storia del computo pasquale corre parallelamente alla storia degli algoritmi che approssimano le fasi lunari, e si intreccia con quelli per approssimare l'anno tropico (intervallo tra un solstizio o equinozio e il successivo) mediante giorni intercalari bisestili (anno giuliano) o eliminando quelli secolari (anno gregoriano).

A volte le date delle Pasque gregoriane sono identiche a quelle Ortodosse e Copte come sta accadendo in quest’anno speciale (nel quale tra l’altro cade nella stesso periodo anche la Pasqua ebraica), o si ripetono dopo 135 anni come nel 1879 quando il 16 aprile fu Mercoledì Santo e morì Bernadette Subirous, la santa veggente di Lourdes. Quel che è certo è che il computo pasquale ancora appassiona gli scienziati di ogni credo, come fece con Abbone di Fleury, che nel suo scriptorium fece copiare il computus di Vittorio e riprese in mano Dionigi e Beda, mostrando alcuni errori di computo, soprattuto quelli sulle date della Passione incongruenti con la tradizione evangelica.

Dionigi aveva trovato che Cristo era stato tradito di domenica con la Luna piena, morto di venerdì e risorto la domenica successiva, mentre il triduo pasquale si celebra Giovedì Venerdì e Sabato Santo sia nella tradizione greca che latina. Abbone fu il primo autore a comporre nel 1003/4 il terzo ciclo luni-solare degli Annorum Domini di 532 anni valido dal 1064 al 1595, commentando «prima omnino praeteriit, secunda ac si secundus magnus annus adhuc imminet, de tertia quantum futurum sit quam tamen adhibui in his circuluis Deus solus novit» con chissà quanti anni Nostro Signore lo avrebbe effettivamente fatto durare. Noi siamo ancora qui, aspettando il termine del quarto ciclo delle Pasque nell'AD 2127.

Abbone fu il primo a contrastare con potenza di calcolo e argomenti Dionigi, ma senza quell'umile monaco romeno, trasferito a Roma, perfetto conoscitore di lingue e tradizioni di Oriente ed Occidente, Piccolo o Esiguo per la sua umiltà, oggi non staremmo a contare le date tenendo come spartiacque Gesù Cristo.

 



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