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LA DATA DELLA PASQUA/ Storia di un calcolo complesso, in un anno speciale

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Terminus Paschae  Terminus Paschae

Il Concilio di Nicea stabilì la Pasqua come la prima domenica dopo il primo plenilunio -ecclesiastico- occorso dopo l'equinozio di Primavera, fissando gli estremi della data della Pasqua tra il 22 marzo ed il 25 aprile.

La frequenza delle date pasquali è data dall'essere domenica, cioè 1/7 del totale, e dall'essere preceduta da 1 a 7 giorni prima dal plenilunio ecclesiastico, cioè da 1/29 a 7/29, poiché la lunazione ecclesiastica di marzo aprile è cava, cioè di 29 giorni. Risultato: la Pasqua più rara capita, in media, 1/7x1/29=1/203, una volta ogni 203 anni, ovvero nello 0,49% dei casi. Tra il 28 marzo e il 19 aprile le date delle Pasque sono equiprobabili, sono più rare quelle della prima e dell'ultima settimana della fascia indicata al Concilio di Nicea. I padri conciliari decisero di affidare alla Chiesa di Alessandria il computo delle tavole pasquali, basate sulle effemeridi lunari, tuttavia queste sono tutt'altro che semplici.

Nel caso della Luna astronomica sappiamo che in virtù della seconda legge di Keplero e dell'eccentricità dell'orbita lunare, la velocità angolare della Luna è sempre diversa lungo la sua orbita e della durata delle lunazioni possiamo dare un valore medio, ma ognuna è diversa dall'altra. L'andamento della durata delle lunazioni nel 2014 mostra l'effetto di modulazione che durante questo anno fa passare la lunazione da un massimo di di 29 giorni e 19 ore tra gennaio e febbraio ed un minimo di 29 giorni e 6 ore e tre quarti tra luglio e agosto 2014. Queste differenze che non si compensano nell'arco dell'anno rispetto al valore medio della Lunazione che è di 29,53 giorni, cioè 29 giorni e 13 ore 26 minuti, sono dovute al fatto che l'orbita della Luna e quella attorno al Sole non sono una sottomultiplo dell'altra, dunque in un anno non si ritorna alla stessa geometria dell'anno precedente, ma mancano alcuni giorni.

Allora se per la seconda legge di Keplero la Luna è più rapida al perigeo e più lenta all'apogeo, e se -come esempio- il primo plenilunio trova la Luna all'apogeo, nel plenilunio successivo la Luna avrà superato l'apogeo di un pochetto inglobando tutto il periodo in cui essa viaggia più lentamente nel cielo. La lunazione sarà perciò più lunga. Al contrario quando il plenilunio parte dal perigeo, la lunazione sarà più breve. È proprio il caso delle lunazioni di febbraio e agosto 2014, come si può controllare con il programma Ephemvga.



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