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EVENTI/ Questa scienza ci dà davvero da pensare

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La mostra Balle di Scienza accompagna con queste immagini in movimento la storia della scoperta casuale dei raggi X. (Foto G. Fochi)  La mostra Balle di Scienza accompagna con queste immagini in movimento la storia della scoperta casuale dei raggi X. (Foto G. Fochi)

O quanti profani, se non in visita guidata, capiranno che cosa sta facendo in realtà il rivelatore di raggi cosmici? Con quelle lucine rosse che s’accendono e si spengono qua e là, esso rischia d’esser percepito come una sorta di videogioco, senza far intendere che a quei bagliori corrispondono gl’impatti. Nei cartelli esplicativi qualche riga in più avrebbe potuto indicare come un interferometro dimostrò che l’etere non esiste e le onde elettromagnetiche non hanno bisogno di questo fantomatico mezzo per diffondersi; o come il radiometro di Crookes gira non perché colpito da presunte radiazioni corpuscolari, ma per differenze di pressione dovute a disomogeneità nel riscaldamento del gas residuo: senza spiegare questi “come”, dire che certe cose succedono non insegna nulla e in pratica la gente ne sa quanto prima.

In varie sale lo spettatore è attratto con la mente altrove rispetto al messaggio istruttivo che si vorrebbe fargli arrivare. Grandioso è il ricorso a fantasmagorie ipertecnologiche, indubbiamente molto belle ma tali da prevaricare su quello che dovrebbe essere il vero oggetto dell’attenzione. Una girandola, praticamente fine a sé stessa, d’immagini animate che si mescolano fra loro si sovrappone alle voci narranti, senza accompagnarle secondo la logica stringente che sarebbe opportuna. Più sogno che scienza, potremmo dire: non esattamente ciò che servirebbe a smontare le balle. Sfruttare la possibilità di visite guidate — in particolare per le scolaresche — diventa dunque praticamente indispensabile, se si vogliono mettere a frutto i molti spunti interessanti che la mostra offre. 



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