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DIBATTITI/ La geografia, questa sconosciuta

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Una mappa geografica (Foto: Infophoto)  Una mappa geografica (Foto: Infophoto)
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Nel biennio liceale la Geografia è associata alla Storia (insieme tre ore settimanali); il ridimensionamento incide su una disciplina già ridotta ai minimi termini (due ore, e soltanto nel biennio). Tra queste due materie, poi, non vi è una reale integrazione (come in Francia) nella formazione accademica dei docenti. Un insegnante di materie letterarie tende a preferire, perciò, Italiano e Storia a scapito della Geografia, ridotta spesso a un’ora. La pratica didattica diviene ancora più punitiva delle stesse Indicazioni Nazionali dettate dalla riforma.

Val la pena ricordare come la pesante penalizzazione imposta dalla riforma abbia suscitato reazioni forti, prodotte in primo luogo dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) con un lancio di un appello, sottoscritto da oltre trentamila persone.

In tale contesto il Ministro Carrozza (D.L. 12.10.2013, n. 104 convertito con L. 8.11.2013 n.128) ha recuperato, seppure in piccolissima parte, le consistenti perdite di orario, decidendo di valorizzare l’insegnamento dellaGeografia generale ed economica con l’assegnazione di un’ora negli Istituti Tecnici e Professionali (al primo o al secondo anno). Un’ora aggiuntiva è piccolissima cosa e comporta alcuni problemi organizzativi per il docente e per il dirigente scolastico, ma certamente è motivo di soddisfazione il fatto che sia stato dato un segnale, seppure simbolico, di riconoscimento del valore formativo e professionale della disciplina. 

Il rischio che quest’ora vada dispersa può essere evitato soltanto con l’assegnazione dell’insegnamento a docenti specialisti della disciplina. La recente nota del MIUR (1-4-2014 n. 3119) va in questa direzione, pur se non risolve i gravi e annosi problemi legati all’atipicità della classe di concorso Geografia (A039), che meriterebbero un approfondimento. È, comunque, inconcepibile che la disciplina sia insegnata da docenti del tutto privi, nella loro formazione universitaria, di esami di Geografia o di Geografia economica oppure da docenti con uncurriculum accademico in cui la disciplina sia del tutto marginale. Un’attenta revisione delle classi di concorso (attesa ormai da molti anni) potrebbe evitare tante incongruenze attualmente esistenti.



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