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NUTRIRE IL PIANETA/ A lezione da Esiodo: guardare le stelle per coltivare la Terra

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Interessante è anche la ricostruzione del modo con cui veniva calcolata la data del solstizio invernale: si osservava lo spostarsi del punto in cui sorgeva il Sole e dove questo spostamento invertiva la direzione – Esiodo lo chiama “il volger del Sole” – veniva posto un menhir; da lì si iniziava a contare i giorni dell’anno: ad esempio, contavano i 60 giorni per arrivare alla sera in cui la stella Arturo sorge proprio nel momento in cui tramonta il Sole. Siamo verso la fine di febbraio, quando il clima comincia a migliorare e si riprende il lavoro nei campi.

Ci sono passaggi nella narrazione di Esiodo che solo un astronomo può spiegare adeguatamente. Come quello relativo alle Pleiadi che “ad aprile inoltrato stanno per tornare e la chiocciola le fugge salendo sui tronchi”. Come mai le Pleiadi stavano tornando? «Le Pleiadi erano tramontate, insieme al Sole, alla fine di marzo; cioè, alla sera si erano viste per un momento subito dopo il tramonto dei Sole. Nelle sere successive non si vedevano più, perché ormai troppo vicine al Sole. Come dice Esiodo, stavano così nascoste, vicino al Sole, per quaranta giorni e quaranta notti; in effetti, i calcoli astronomici confermano questo dato per la Beozia all'epoca dei poeta. Le Pleiadi sarebbero allora riapparse verso maggio».

Oppure c’è la questione della data della pigiatura dell’uva. A settembre “quando Orione e Sirio sono giunti a mezzo cielo e Arturo può essere visto da Aurora dalle dita rosa, allora tutti i grappoli cogli e portali a casa … tieni i grappoli al Sole per dieci giorni e dieci notti; per cinque conservali all’ombra, al sesto versa nei vasi i doni di Dioniso giocondo”. «Per fare un vino normale – osserva Antonello – una volta vendemmiata, l’uva deve essere pigiata subito. Per un vino un po’ liquoroso la si tiene al Sole: oggi, ad esempio, per il Passito di Pantelleria i grappoli si tengono 30 giorni al Sole; per il Vin Santo, in Toscana, il periodo minimo di appassimento è 20 giorni. Quindi dobbiamo dedurre che quello di Esiodo era un vino un po’ liquoroso».

Infine c’è il caso di Spica, la stella più brillante della costellazione della Vergine, oggi ben visibile alle nostre latitudini. Spica in latino vuol dire appunto spiga: ma perché chiamare spiga in modo specifico proprio questa stella? Oggi la levata di Spica col Sole è all'inizio di novembre e la stella è visibile da novembre fino al settembre dell'anno successivo. Nel periodo di una cinquantina di giorni tra settembre e novembre non è visibile perché il Sole le sta passando vicino. 



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