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NUTRIRE IL PIANETA/ A lezione da Esiodo: guardare le stelle per coltivare la Terra

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Ma perché questa stella si chiama Spiga? Tramonto a settembre e levata a novembre: non c'entra con la mietitura. C'entra forse l'aratura? Al tempo dei Sumeri in Mesopotamia, 4000 anni fa, veniva già indicata come Spica, era la spiga d'orzo della Dea Shala. Però, parte della costellazione allora era indicata come solco dell'aratro; ciò ha senso se si pensa all'aratura autunnale, e la spiga avrebbe un significato tutt'al più simbolico. «Ma francamente a me non sembra giustificabile solo come simbolo; deve avere un significato più concreto».

Riconsideriamo le Pleiadi e la mietitura. Le varietà d'orzo nell'antichità, quando erano mature, avevano le spighe piuttosto fragili e i grani cadevano facilmente per terra e si perdevano. Per evitare questo inconveniente avevano capito che bisognava mietere molto in anticipo rispetto alla maturazione e lasciare seccare il grano. «A noi oggi sembra strana la distanza temporale tra mietitura e trebbiatura, perché siamo abituati a vedere le mietitrebbie che tagliano e separano subito il grano. Ma una volta era ben diverso. Esiodo ci dice che per trebbiare si aspettava una quarantina di giorni dopo la mietitura, fino alla levata di Orione. Un'altra conferma della separazione temporale tra mietitura e trebbiatura è data dalla tradizione ebraica: gli ebrei coltivavano l'orzo e il frumento; se ne parla nel libro di Rut».

Quanto alle Pleiadi, la domanda è se e quando in Beozia avrebbero potuto usare Spica al loro posto. Nel IX millennio a.C. in Beozia avrebbero potuto usare benissimo Spica come calendario sia per la mietitura sia la trebbiatura. Si potrebbe conclude che questa è l'origine del nome di questa stella. Gli archeologi trovano infatti in questo periodo la transizione da specie selvatiche a specie domestiche di grano. «Peccato, però che nel IX millennio a.C. in Beozia non c'era ancora il Neolitico con la sua agricoltura; c'erano solo i cacciatori raccoglitori. Ma attenzione. Le date delle levate e dei tramonti eliaci (cioè col Sole, elios) sono le stesse alla stessa latitudine, sullo stesso parallelo (tranne qualche ora di differenza). In prima approssimazione anche il clima dipende dalla latitudine, cioè è lo stesso per una stessa latitudine; in realtà, esso dipende anche da altri fattori, dall'orografia, dal mare ecc. Però, in prima approssimazione, diciamo che il clima e le date eliache sono uguali sullo stesso parallelo. Quindi in prima approssimazione si potrebbe supporre che le attività agricole, legate alle stagioni, avvengano nello stesso periodo a parità di latitudine. Allora se Spica poteva andare bene in Beozia, poteva probabilmente andare bene anche nell'Anatolia meridionale».



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