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GALASSIE/ Tre miliardi di anni per tracciare l'identikit di un ammasso galattico

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L'ammasso di galassie JKCS 041  L'ammasso di galassie JKCS 041

Quello che vediamo a z=1.8 (cioè 10 miliardi di anni fa) è sostanzialmente eguale a quello che vediamo a z=0 (cioè oggi): apparentemente sembra non succedere nulla di drammatico, a livello dell'ammasso, negli ultimi 10 miliardi di anni. Ovviamente si tratta di valutazioni medie, di tipo statistico; a qualche galassia possono capitare cose sconvolgenti, come entrare in collisione con altre, o ricevere apporto di nuovo materiale e così via; ma queste saranno eccezioni: la regola è piuttosto quella di una stabilità.

 

Queste vostre ricerche si possono considerare concluse o avete in programma altre indagini?

A me piacerebbe proseguire su due linee. La prima è poter allargare il campo di osservazione ad altri oggetti primordiali, visto che finora ne abbiamo analizzato solo uno e quindi non siamo in grado di trarre conclusioni generali. Il prossimo passo quindi sarà studiarne altri con lo stesso livello di dettaglio. Ciò presenta alcune difficoltà: anzitutto bisogna trovare un altro oggetto con questo red shift, ma come ho detto, non ce ne sono attualmente conosciuti. Poi bisogna trovare gli strumenti per poter fare uno studio altrettanto dettagliato, strumenti che consentano di ottenere dati di qualità tale da poter poi sviluppare analisi precise. 

 

E la seconda linea di ricerca?

Consiste nell'andare ancor più a fondo nello studio di JKCS 041. Ci piacerebbe molto fare un'indagine a raggi X più approfondita per poter studiare nel dettaglio le proprietà del gas inter-ammasso: gli ammassi sono pieni di un gas ad altissima temperatura e noi vorremmo studiarne le proprietà termodinamiche a livelli finora impossibili. Abbiamo già fatto richiesta, sempre al telescopio Chandra, di un tempo di osservazione adeguato allo scopo e vedremo se ci sarà accordato. Infine ci piacerebbe studiare il nostro cluster anche nelle onde radio, che danno importanti informazioni, ad esempio sul tasso di formazione stellare. Insomma, avendo a disposizione un oggetto primordiale come questo, posto ai limiti dell'universo osservabile, io vorrei scandagliarlo il più possibile, passarlo al setaccio in modo sempre più fine e puntuale; così come, quando ero studente di dottorato, ho potuto studiare l'ammasso Coma che invece è nell'universo vicinissimo.



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