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INNOVAZIONI/ Se il velivolo è un drone, si merita un biocarburante nel motore

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Gli Apr dell'Enea  Gli Apr dell'Enea

Altri filoni di ricerca e sviluppo relative alla produzione di energia e biocombustibili riguardano l’impiego di colture di microalghe e altri microrganismi fotosintetici e si svolgono presso il Laboratorio tecnologie delle microalghe del Centro Ricerche Casaccia; anche qui si va dall’attività di studio e progettazione alla realizzazione e gestione sperimentale di sistemi e impianti pilota; nella prospettiva della realizzazione di colture massive su larga scala, con particolare attenzione alla valorizzazione energetica e non, di tutti i possibili prodotti e sottoprodotti.

Tornando quindi ai due droni che hanno testimoniato la fecondità dell’integrazione tecnologica innovativa, si può dire che il primo ha utilizzato un motore diesel alimentato con miscela a elevato contenuto di biodiesel, ricavato da oli alimentari esausti, mentre il secondo ha utilizzato una miscela a elevato contenuto di bioetanolo ottenuto dal trattamento di biomasse. «Una sperimentazione - come ha commentato Valter Di Gioia, ricercatore Enea - che è nata dalla collaborazione di diversi gruppi di ricerca multidisciplinari operanti in Enea: infatti hanno partecipato alle attività, oltre che esperti di biocarburanti, ricercatori competenti in materia di monitoraggio ambientale, di osservazione aerospaziale e di robotica».

I due prototipi sono dei veicoli radiocontrollati, chiamati anche Apr, Aeromobili a pilotaggio remoto, a basso costo, sui quali vengono montati sensori, utilizzati per il monitoraggio a distanza dell’ambiente e del territorio: per esempio, per avere informazioni di dettaglio sui danni subiti da strutture edilizie a causa di terremoti o altri eventi naturali, per rilievi di tipo archeologico e storico, per il controllo di agenti inquinanti e preziosi in tutti i casi in cui è necessario non esporre a rischio esseri umani. E con i nuovi biocarburanti vengono ridotti i rischi anche per l’ambiente.

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