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ASTRONOMIA/ L'universo più lontano risplende con i raggi UV

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Il cosmo ultra profondo fotografato da Hubble  Il cosmo ultra profondo fotografato da Hubble

Con questi ultimi si sono fatti grandi passi avanti, a partire dagli anni ’70 con l'International Ultraviolet Explorer (IUE), per poi arrivare negli anni ’90 al primo osservatorio spaziale nell'estremo ultravioletto (Extreme Ultraviolet Explorer, EUVE) e sul finire del secolo al FUSE, dedicato allo studio del gas caldo nelle vicinanze del Sole. Infine nel 2003 è stato lanciato GALEX (Galaxy Evolution Explorer), con l’obiettivo di studiare l'evoluzione galattica, osservando galassie a diverse distanze, e le stelle giganti blu nelle galassie.

Il valore delle nuove immagini di HUDF 2014 sta nel fatto che colma una lacuna conoscitiva relativa all’evoluzione stellare. La descrizione del processo di formazione delle stelle in galassie vicine ha ricevuto importanti contributi da una missione come GALEX; mentre per quanto riguarda la nascita delle stelle in galassie lontane lo stesso Hubble ha già fornito notevoli risultati con le osservazioni nel vicino infrarosso. Restava però scoperto il periodo intermedio, quando sono nate la maggior parte delle stelle, corrispondente a una distanza che si estende da circa 5 a 10 miliardi di anni luce. Secondo il pittoresco commento di Harry Teplitz del Caltech di Pasadena e Principal Investigator del programma, «la mancanza di informazioni da luce ultravioletta rendeva il nostro studio del HUDF come quello di chi vuol ricostruire la storia di una famiglie senza conoscere i bambini in età scolare» Adesso il gap è colmato.

E c’è un ulteriore risultato di queste ricerche. Come è noto, la Nasa sta avanzando nel programma che porterà in orbita l’erede di Hubble, cioè il James Webb Space Telescope (JWST), specializzato nelle osservazioni a infrarossi. Per poterle meglio programmare, in vista della loro possibile combinazione con le osservazioni nelle altre frequenze, quanto si è visto con HUDF 2014 diventa di estrema rilevanza. Ma lo capiremo meglio dopo il 2018, quando (forse) sarà lanciato il tanto atteso JWST.

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