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NANOELETTRONICA/ Con la chimica supramolecolare verso la frontiera dei microchip

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Schema di una nanostruttura polimerica auto-assemblata con allineamento millimetrico; l’immagine è ripresa al microscopio elettronico  Schema di una nanostruttura polimerica auto-assemblata con allineamento millimetrico; l’immagine è ripresa al microscopio elettronico
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Sì. La chimica supramolecolare  è la chimica che guarda oltre la molecola e si interessa delle interazioni intermolecolari. Ha raggiunto la sua notorietà negli anni ‘80 del secolo scorso, con la vittoria del premio Nobel per la chimica da parte di Jean-Marie Lehn, che parlava di una “sociologia molecolare” riferendosi alle dinamiche delle molecole e ai loro comportamenti “sociali”. Noi abbiamo utilizzato la tecnica e i concetti della chimica supramolecolare per far assemblare il nostro sistema riuscendo, con un approccio molto semplice di tipo bottom up, a prendere una superficie molto vasta, anche dell’ordine dei centimetri, e far sì che si organizzi in una struttura lamellare dove le lamelle di una molecola distano da quelle dell’altra di circa 10 nanometri: ne risulta una struttura a bande bianche e nere di dimensioni nanometriche. 

 

A quali applicazioni avete pensato?

Possiamo utilizzare il materiale, così come l’ho appena descritto, come maschera (template) per depositare degli elementi conduttori, ad esempio, solo sopra la banda nera lasciando quella bianca libera; si verrà quindi a formare una nano struttura conduttrice alla scala dei 10 nanometri, che è la prossima frontiera della nanoelettronica, alla quale non si è ancora arrivati.



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