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MONTAGNA/ Il cuore freddo di Lombardia: una risorsa d’acqua preziosa, soprattutto d’estate

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A fronte di queste grandi richieste vediamo ora l’offerta d’acqua della regione. La prima risorsa idrica da considerare sono le precipitazioni (sia liquide che solide) che ammontano ogni anno a circa  27 miliardi di m^3 (pari ad uno spessore medio annuo di acqua precipitata di circa 1132 mm); a queste si aggiungono le grandi riserve superficiali che sono i laghi lombardi, pari a 120 miliardi di m^3. La quantità maggiore è però rappresentata dall’acqua che scorre nelle falde sotterranee, stimata in 500 miliardi di m^3. A queste grandi quantità va poi aggiunta l’acqua conservata nel cuore freddo delle mostre montagnei ghiacciai. Il volume d’acqua qui racchiuso è limitato se confrontato con le altre riserve, si stimano infatti circa 4 miliardi di m^3 di acqua distribuiti su una superficie glacializzata attuale di circa 85 km^2.  Questa modesta quantità si rende però disponibile proprio nel periodo estivo, quando le alte temperature ed i periodi siccitosi possono mettere in crisi fiumi, torrenti e canali e a catena i vari utilizzatori. Inoltre la maggior parte della produzione idroelettrica regionale dipende proprio dall’acqua di fusione dei ghiacciai.

Ma quanta acqua rilasciano i ghiacciai ogni estate? Come si può quantificare l’oro blu che fluisce dal cuore freddo delle Alpi Lombarde? I metodi sono diversi e vedono sia analisi di dati spaziali come le foto aeree e i Modelli Digitali di Elevazione (DEM, ovvero rappresentazioni 3D del territorio che consentono analisi di variazioni plano altimetriche estese a grandi superfici), sia rilievi di terreno, in siti scelti e selezionati per rappresentatività ed accessibilità, per verificare puntualmente la veridicità dei dati ottenuti dalle analisi da remoto. In Lombardia queste analisi vengono svolte da tempo grazie alla proficua collaborazione tra i ricercatori della Statale di Milano (Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio”) e il Servizio ITT (Infrastruttura Informazione Territoriale) di Regione Lombardia e di recente ha anche contribuito a queste ricerche il progetto per l’allestimento del “Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani” promosso dall’Università di Milano, dall’Associazione Riconosciuta EvK2CNR e dalla società Sanpellegrino – Levissima. I risultati ottenuti sono di grande interesse e hanno rivelato quanta acqua è stata rilasciata dai ghiacciai di Lombardia negli ultimi decenni.

In particolare l’ITT di Regione Lombardia ha messo a disposizione i Modelli Digitali di Elevazione ad alta risoluzione relativi al 1981 e al 2007 il cui confronto ha permesso di quantificare la contrazione volumetrica dei ghiacciai di Lombardia avvenuta in questo periodo di tempo.



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