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MONTAGNA/ Il cuore freddo di Lombardia: una risorsa d’acqua preziosa, soprattutto d’estate

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L’estate meteorologica è iniziata il 1° giugno (ndr: in accordo all’Organizzazione Meteorologica Mondiale -OMM- le stagioni meteorologiche iniziano il primo giorno del mese in cui cade il solstizio o l’equinozio) e le prime torride giornate ci fanno riflettere sull’importanza dell’acqua e pongono dubbi e domande sulla sua disponibilità nei prossimi mesi.

Ma quanta acqua è presente nel territorio lombardo? Quanti sono i principali serbatoi e quali giocano un ruolo non trascurabile proprio nei mesi estivi, quando le alte temperature e i periodi siccitosi possono mettere a dura prova il sistema idrico superficiale?

Per rispondere vediamo le caratteristiche del territorio e del sistema acque regionale.

In genere si pensa alla Lombardia come ad un luogo a principale vocazione produttiva, ma la realtà è ben più complessa e variegata. La Lombardia, collocata nel cuore dell'Europa, si estende su una superficie di 23.861 km^2: il 47% è pianeggiante, il 40% montano e il restante 13% collinare. La presenza del territorio montano ed in particolare dell’ambito alpino costituiscono un patrimonio unico in termini paesaggistici e di  biodiversità. Nella parte montana della regione si concentra inoltre la produzione di energia idroelettrica che riveste un’importanza fondamentale per il soddisfacimento dei fabbisogni energetici della popolazione e delle attività industriali. In Lombardia infatti l’idroelettrico rappresenta oltre il 28% dell’idroelettrico nazionale (fonte Gestore Servizio Elettrico). A cio’ si aggiunga che la regione è tra le più densamente popolate d'Italia; in Lombardia risiede infatti più del 16% della popolazione italiana (circa 9,9 milioni di abitanti con un incremento medio di 100.000 persone all’anno nell’ultimo decennio). E’ una delle aree con la maggiore densità di popolazione dell'Unione Europea e con elevato tasso di industrializzazione. Parallelamente però la regione rappresenta anche un’area ad altissima produttività agricola (riso, grano, mais, etc..). Per il riso, ad esempio, la Regione Lombardia è il secondo  produttore italiano dopo il Piemonte (con una superficie coltivata di circa 96.422 ha) e porta un contributo fondamentale per l’intero Paese (che ricordiamo è il principale produttore di riso della UE). Se consideriamo invece la SAU (Superficie Agricola Utilizzabile) la Lombardia vede un’estensione pari a circa 10398,2 km^2 (Fonte ISTAT) ovvero il 43,5% del territorio regionale. La regione Lombardia quindi è da considerare come un contesto territoriale di grande complessità, dove la richiesta d’acqua è elevata per sostenere l’alta densità di popolazione, le attività agricole e produttive e l’idroelettrico.



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