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LO STUDIO/ L’impatto della Fisica sull’economia italiana.

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Il contributo totale, così come calcolato da Deloitte è molto alto, ma ha avuto una flessione dal 2008 al 2011 (dobbiamo ricordare che nel 2008 è sostanzialmente iniziata la crisi economica). Tale flessione è stata del 7% in termini di posti di lavoro, rispetto alla media della flessione dei posti di lavoro nell’economia italiana che è stata in quel periodo del 2%, mentre la contrazione del contributo alla GVA degli stessi settori “physics based” è stata del 3.4%. Questa minore contrazione è dovuta al fatto che l’efficienza in questi settori, definita come il prodotto che ciascun lavoratore fornisce, è aumentata dal 2008 al 2011. Infatti, nel 2011 il contributo alla GVA italiana dei settori “physics based” corrisponde a Euro 78.100 per lavoratore , mentre la media italiana è di euro 64.000 per lavoratore: questo vuol dire che ogni lavoratore in questi settori produce il 22% di più della media nazionale, e questa cifra è aumentata dal 2008 al 2011 del 2.5%, mentre la media nazionale è diminuita del 1.5%

Il contributo dei settori “physics based” alla GVA è ripartito nel modo seguente: circa il 49% nel manifatturiero, circa il 22% nei trasporti e comunicazione, il 16% nei servizi, l’8% nel business; il resto viene dall’edilizia, dalle attività governative, dall’industria estrattiva. Se ora sommiamo a questi contributi diretti quelli indiretti, il contributo dei settori ‘physics based” al totale dell’economia italiana sale al 25%  per i posti di lavoro e al 22% per il PIL, dei quali circa il 60% è fornito dalle regioni del Nord Italia.

Bisogna rimarcare che quanto riportato finora riguarda settori connessi alla fisica, il cui Know-how sia già stata commercializzato prima del periodo 2008-2011. E’ chiaro che non tiene in conto dell’impatto che i risultati della ricerca possono avere dopo il 2011 a causa del lasso di tempo che necessariamente intercorre fra il momento della acquisizione da parte della ricerca e il suo impatto sull’economia. Inoltre va puntualizzato che la fisica ha interazioni con altre discipline e diventa alcune volte difficile dividere in modo chiaro cosa sia veramente fisica e cosa no. Nello studio di Deloitte non viene operata questa distinzione.

Bisogna notare anche che la fisica da’ altri contributi, che non vengono tenuti in conto in questo studio, perché troppo difficili da enucleare. Ci si riferisce alla migliore comprensione e conoscenza in vari settori, ai nuovi mezzi tecnologici ed al miglioramento di quelli già esistenti; ma riguarda anche l’abilitazione di infrastrutture e le guide della crescita dell’economia.



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