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FISICA/ I futuri circuiti spintronici finalmente avranno la loro "pila"

Pubblicazione:

Schema di una cella fotovoltaica di spin  Schema di una cella fotovoltaica di spin

Con quale risultato?

Nel caso delle celle classiche l’esito è la produzione di corrente elettrica,. Nel nostro caso si produce un trasferimento di spin. Produrre corrente elettrica vuol dire spostare delle cariche, metterle in movimento. Noi invece spostiamo lo spin .

Alla fine cosa viene prodotto?

È difficile fare un paragone perché per la spintronica non esiste ancora veramente un equivalente di quello che è la pila in un circuito elettrico o in qualunque dispositivo elettronico di quelli che maneggiamo ogni giorno (basti pensare alle piccole celle fotovoltaiche che alimentano alcune calcolatrici). I dispositivi e i circuiti spintronici non hanno ancora la loro “pila”. Con la nostra ricerca noi abbiamo cercato di fornire questo elemento, che dovrebbe essere in grado di alimentare un circuito spintronico così come una cella fotovoltaica alimenta un circuito elettronico.

Per quali applicazioni?

Non possiamo ancora parlare di circuiti spintronici presenti sul mercato; siamo ancora nella fase di valutazione delle potenzialità di questi oggetti. Si tratta di dispositivi ipotetici e di sistemi che non sono ancora sviluppati con lo stesso grado di complessità dei circuiti elettronici. Il motivo principale è che, per quanto ho detto prima, è difficile creare una corrente di spin. Ma proprio su questo credo che il nostro contributo possa essere prezioso, in quanto abbiamo fornito alla comunità scientifica il generatore per i futuri circuiti spintronici.

Da parte vostra sembra che vi stiate orientando verso la opto-spintronica. Di che si tratta?

Circuiti opto-spintronici sono quelli nei quali luce, cariche elettroniche e spin potranno interagire, dove quindi le funzionalità spintroniche “dialogano” con la luce generando ad esempio gli spin-laser dei quali si parla da qualche tempo. Il nostro gruppo è ora in contatto col gruppo del professor Igor Zutic dell’università di Buffalo, che sta proprio lavorando sugli spin-laser e ha trovato molto interessanti i nostri risultati. Stiamo quindi cercando di capire se l’oggetto che abbiamo realizzato può servire alla realizzazione di una sorgente laser che funzioni con meno potenza di un diodo laser tradizionale.



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