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AERONAUTICA/ Decollo e atterraggio sono normali, ma il volo è ipersonico

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velivolo ipersonico (Infophoto)  velivolo ipersonico (Infophoto)

Un secondo parametro interessante è la quota: si parla di voli non nello spazio ma entro l’atmosfera e al di sopra della attuale sede dei voli tradizionali che è la troposfera. Andiamo quindi dai 20-30 km fino a 120, entro una fascia di quella sfera stratificata che è la nostra atmosfera che ancora consenta di trovare adeguata presenza di gas. Qui si pone infatti il primo problema. Questi velivoli, per potersi sostenere, hanno bisogno dell’aria; ma più in alto andiamo più questa scarseggia. Allora, per mantenere la stessa capacità di sostentamento c’è un solo elemento su cui poter giocare: è la velocità. Ecco quindi l’attualità delle ricerche volte a ideare e mettere a punto sistemi tecnologici che ci permetteranno un domani di volare in modo regolare entro quella parte di atmosfera che oggi ci è di fatto preclusa.   

Quali sono i principali avanzamenti tecnologici, nel campo della propulsione, che favoriscono lo sviluppo di questi velivoli?

Sia a livello di ricerca pura, in ambito universitario, che di ricerca applicata in veri centri e dimostratori tecnologici, sono in atto diversi studi. Si va dai motori ad impulso con onda di detonazione, allo statoreattore (o Scramjet) che non utilizza parti rotanti per comprimere l’aria ma solo l’energia cinetica del flusso d’aria entrante. Tra le varie proposte per avere una base propulsiva adatta, una che mi sembra molto interessante è quella del motore ibrido: con questo si intende la capacità di generare spinta in atmosfera con il motore a getto tradizionale che poi potrebbe trasformarsi, alle quote più alte, in uno statoreattore.

Un’altra soluzione che vedo adottata in molti casi è quella dei motori a razzo, che si rifanno ancora ai primi modelli immaginati da von Braun: con dei serbatoi di ossigeno che possono essere utilizzati per mantenere la spinta nel momento in cui si riduce la quantità di gas disponibile.

Sono comunque tecnologie tutte da validare. Un esempio significativo è quello del Progetto IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), finanziato dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e che vede come capocommessa del team industriale la Thales Alenia Space Italia, che prevede una parte di volo ipersonico e per il quale è prevista un primo test di volo nel prossimo autunno.



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