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OGM/ Società Scientifiche: "se volete sanzionare, non dite che è in nome della scienza"

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C’è ad esempio il caso della Spagna dove il Ministero dell’Ambiente ha dichiarato che non esiste alcun problema con la coltivazione di tale mais: «la coltivazione di 136.000 ettari con questo mais, cioè un terzo della superficie dedicata al mais in Spagna, significa che la coesistenza è possibile, a dispetto di ogni teoria che affermi il contrario».

Il documento fa quindi notare che l’accanimento contro la coltivazione delle piante transgeniche (i cosiddetti OGM) senza bloccarne le importazioni rappresenta una ipocrisia. I dati ufficiali della FAO infatti dicono che l’Italia importa ogni anno 4 milioni di tonnellate di soia e derivati, transgenici nella quasi totalità, senza i quali il nostro sistema agroalimentare non potrebbe produrre larga parte delle eccellenze di cui siamo fieri.

Secondo il presidente della FISV, professor Felice Cervone, «penalizzare la migliore scienza italiana e dell'Unione Europea a favore di strategie di marketing discutibili non è una scelta vincente né tantomeno capace di rilanciare la competitività. La vera crescita economica di lungo periodo si basa sull'innovazione e sulla creazione di un valore aggiunto dei prodotti e dei processi, non sul mero marketing. Ci sono settori di produzione che credono di attribuire valore ai propri prodotti attraverso il discredito immotivato, irrazionale, e soprattutto ingannevole, di una tecnologia. È inammissibile che lo facciano pretendendo di avere la scienza dalla loro parte».

Il fatto che le commissioni competenti abbiano rifiutato un’audizione richiesta dagli scienziati è considerato molto grave dal professor Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura; «e ancor più grave che non abbiano neanche acquisito il nostro documento agli atti. Se il parlamento decidesse di approvare la norma così come è si tratterebbe di una decisione esclusivamente politica e antiscientifica».



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COMMENTI
24/07/2014 - Perché meravigliarsi siamo in Italia! (Carlo Cerofolini)

Non è che questo sia un esempio di scuola che dà ragione ad Albert Einstein, quando affermava che di infinito c’erano solo due cose: l’Universo e la stupidità umana, però sull’Universo non era poi così sicuro? In Italia poi non dimentichiamo che abbiamo, non solo rinunciato al nucleare, ma pure chiuso e poi smantellato anzitempo – con spese enormi – le centrali nucleari già che erano in funzione nel 1987 e pure quelle allora in fase di ultimazione. Questo, si badi bene, solo in virtù di una suicida volontà politica - per vellicare paure immotivate dei cittadini e trarne poi vantaggio elettorale - e non suffragata da alcun referendum che andasse veramente in questa direzione, checché se ne dica. Che dire poi dell’esportazione (sic) dei rifiuti e dei cumuli d’immondizia, spesso pure incendiati, per le strade nelle varie città per non volere, come in ogni parte del mondo industrializzato, gli inceneritori? Quindi perché meravigliarsi di queste derive oscurantiste? Siamo in Italia!