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SPAZIO/ Col Voyager oltre la Eliosfera (passando da Rimini)

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Poi sono arrivati gli tsunami. Il Sole passa attraverso periodi di maggiore attività, nei quali capita che avvengano fenomeni esplosivi che espellono materiale dalla sua superficie lanciando verso l'esterno. Questi eventi, chiamate espulsioni di massa coronale (CME), generano onde di pressione che si propagano fino agli estremi del sistema e oltre, appunto come tsunami. Se incontrano una zona densa di plasma interstellare, le particelle di questo plasma iniziano ad oscillare, come boe investire da uno tsunami. Il Voyager ha a bordo strumenti, ancora funzionanti, che registrano sia l’onda d’urto proveniente dal Sole sia le oscillazioni del plasma e il tipico “suono” che ne deriva.

È così che nell’autunno scorso è stato riconosciuto uno di questi fenomeni causati da un CME prodottosi sul Sole nel marzo 2013. E recentemente ne è stato misurato un altro, prodotto da un’esplosione solare nel marzo 2014 e che ha raggiunto ora il plasma che circonda il Voyager facendolo “suonare”: le misure hanno confermato la presenza di plasma con una densità pari a quella misurata in precedenza, a conferma che ormai il volo del Voyager procede spedito oltre la Eliosfera.

Qualche tempo fa Edward Stone, Project Scientist della missione dal 1972 e direttore del JPL dal 1991 al 2001, aveva detto: «Quando i Voyager vennero lanciati nel 1977 l’età spaziale prevista per le due navicelle era di vent’anni. Molti di noi nel team sognavano di raggiungere il mezzo interstellare, ma veramente non potevamo avere modo di sapere quanto lungo avrebbe potuto essere il viaggio, o se questi due veicoli sui quali avevamo investito tanto tempo ed energia avrebbero funzionato abbastanza a lungo per raggiungerlo». Ora si può affermare che il sogno di Stone si è ampiamente realizzato.

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