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INNOVAZIONI/ Gli ingegneri del MIT imparano dalle spugne a produrre vapore

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Solar Hot Spot (MIT)  Solar Hot Spot (MIT)

Il nuovo materiale è in grado di convertire una quota rilevante dell'energia solare in arrivo in vapore, con un significativo miglioramento rispetto alle ultime tecniche di generazione di vapore da energia solare. Inoltre, la configurazione perde pochissimo calore nel processo e può produrre vapore con intensità solare relativamente bassa; ciò significa che, fatte gli opportune cambiamenti di scala, l'installazione non dovrebbe richiedere sistemi complesse e costosi per ottenere un’alta concentrare di luce solare.

I ricercatori del MIT sostengono che la struttura spugnosa può essere prodotta con materiali relativamente poco costosi, con un particolare vantaggio nella realizzazione di una varietà di applicazioni a vapore compatte. La produzione di vapore è importante per la desalinizzazione, per i sistemi igienici e per la sterilizzazione; ciò soprattutto in aree isolate, dove il Sole è l'unica fonte di energia e dove la possibilità di generare vapore con l'energia solare sarebbe molto preziosa.

Attualmente la produzione di vapore a energia solare implica l’allestimento di vasti campi di specchi o lenti per concentrare la luce solare e il riscaldamento di grandi volumi di liquido a temperature sufficientemente elevate. Tuttavia, questi sistemi complessi possono incorrere in significative perdite di calore, con conseguente minor efficienza nella generazione di vapore.

Recentemente, alcuni scienziati hanno esplorato modi alternativi per migliorare l'efficienza del solare termico attraverso lo sviluppo di nuovi ricevitori solari e lavorando con nanofluidi. Quest’ultimo approccio prevede la miscelazione di acqua con nanoparticelle che si riscaldano rapidamente quando sono esposte alla luce del Sole, vaporizzando le molecole d'acqua circostanti. Ma l’innesco di questa reazione richiede un’energia solare molto intensa, circa 1000 volte quella di una giornata mediamente soleggiata.



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