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PLANETOLOGIA/ Il difficile e nebuloso cammino per diventare Pianeta

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Elaborazione grafica di Kepler-62f, una superTerra a 1200 anni luce da noi, nella costellazione della Lira (credit: NASA Ames/JPL-Caltech)  Elaborazione grafica di Kepler-62f, una superTerra a 1200 anni luce da noi, nella costellazione della Lira (credit: NASA Ames/JPL-Caltech)
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Per i Giganti, entrerebbero in gioco le interazioni gravitazionali reciproche che rilancerebbero i pianeti verso le orbite eccentriche. Più difficile spiegare le superTerre. Mentre c’è chi tenta di disegnare modelli che comprendano tutte le tre situazioni indicate e la strada è quella di ipotizzare dischi iniziali con grande varietà al loro interno e frequenti migrazioni di masse da una zona all’altra del disco.

La domanda più intrigante, secondo l’articolo di Nature, resta quella di come mai il nostro Sistema Solare sia così diverso. Ma forse per trovare risposte convincenti servono ancora molti dati e molte osservazioni. E i programmi non si fanno attendere. La Nasa ha in cantiere la missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), che dovrebbe partire nel 2017; mentre l’Agenzia Spaziale Europea ha scelto la missione PLATO, attribuendole come tema centrale la ricerca della condizioni per la formazione dei pianeti e per l’emergere della vita. Per il lancio bisognerà però aspettare otto o dieci anni. Nel frattempo gli astrofisici potranno elaborare nuovi e più immaginifici modelli.



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