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AGRICOLTURA/ Mandarino, pomelo e cedro: gli antenati di tutti gli agrumi

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Può fare qualche esempio?

La ricerca pubblicata su Nature Biotechnology ha permesso di elucidare ad esempio come l’arancio dolce (quello comunemente consumato sulle nostre tavole) e l’arancio amaro, altresì detto di Siviglia (quello tanto apprezzato dagli inglesi per fare la cosiddetta “marmalade”) siano entrambe derivati da mandarino e pomelo ma mentre l’arancio amaro è un ibrido semplice che ha avuto il pomelo come madre ed il mandarino come padre, l’arancio dolce è invece il risultato di uno schema di incrocio ben più complesso in cui prima pomelo è stato incrociato con mandarino, poi la pianta risultante è stata incrociata con pomelo ed infine ancora con mandarino. La clementina è invece il risultato dell’incrocio fra arancio dolce e mandarino, mentre il mandarino W. Murcott risulta essere un nipote dell’arancio dolce. Infine dal confronto delle sequenze delle diverse specie e varietà è risultato chiaro che mentre ciò che oggi chiamiamo pomelo e consumiamo come tale è sostanzialmente corrispondente a quella che era la specie ancestrale Citrus maxima, quelli che oggi chiamiamo mandarini e consumiamo come tali sono tutte varietà in cui oltre al genoma della specie ancestrale di mandarino (Citrus reticulata) sono presenti anche segmenti del genoma del pomelo, indicando che siano il risultato essi stessi di incroci complessi fra le due specie.

 

Le nuove varietà via via sviluppate sono tutte frutto di interventi dell’uomo o ci sono casi di sviluppi “naturali”?

Non è stato determinato e forse non sarà mai possibile farlo quanti degli incroci che hanno portato alla formazione delle specie oggi coltivate siano il risultato di incroci spontanei che poi l’uomo si è limitato a selezionare e quindi propagare e quanti invece siano incroci che sono avvenuti grazie all’intervento umano. Ciò che invece sicuramente sappiamo è che la grande variabilità che vediamo negli agrumi in commercio oggi non è solamente dovuta alla diverse combinazioni di incroci che sono stati descritti nel lavoro di Wu e colleghi. Spesso all’interno di una stessa specie troviamo una vasta selezione di varietà; il caso forse più eclatante è quello dell’arancio dolce, dove troviamo le varietà “Tarocco”, “Moro”, “Biondi”, “Navel”, “Valencia” e così via. Queste varietà sono invece il risultato di una selezione dell’uomo a carico di eventi spontanei di mutazione.



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