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AGRICOLTURA/ Mandarino, pomelo e cedro: gli antenati di tutti gli agrumi

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Vale a dire?

Stiamo parlando di mutazioni somatiche spontanee, ovvero, mutazioni a carico della catena del DNA che sono avvenute su piante già sviluppate, generando così alcuni frutti modificati, che hanno mostrato caratteristiche fenotipiche apprezzabili dai coltivatori. Queste sono state quindi propagate per via vegetativa in modo da perpetuare la mutazione. Queste mutazioni sono responsabili della comparsa di tratti fenotipici caratteristici come ad esempio la spiccata pigmentazione delle arance rosse quali “Tarocco” e “Moro”, dovuta alla aumentata produzione di antocianine a causa di una modificazione strutturale in prossimità di un gene che ne controlla la sintesi.

 

Oltre all’aspetto puramente conoscitivo, ci potranno essere degli utilizzi pratici di questi risultati? E chi potrà utilizzarli?

Aver compreso l’origine delle attuali specie coltivate potrà in futuro servire ad indirizzare i programmi di miglioramento genetico per l’ottenimento di genotipi migliorati da un punto di vista qualitativo e nei riguardi della resistenza alle malattie. La conoscenza delle relazioni parentali che hanno portato alla costituzione delle specie coltivate potrà ad esempio permettere di ripetere l’esatta sequenza di incroci per ottenere ex-novo le stesse. Questo potrebbe tornare utile in un futuro in cui si renderà necessario ricostituire le varietà coltivate, ma con l’inserimento per mezzo di incrocio di geni di resistenza per contrastare l’attacco di patogeni che riducono drasticamente la produttività. Inoltre la stessa informazione, accoppiata alla catalogazione delle mutazioni somatiche che portano determinate caratteristiche importanti per il mercato, permetteranno ai coltivatori di costituire nuove varietà, in maniera mirata, per migliorarne contestualmente la resa e le caratteristiche organolettiche e strutturali per andare a meglio soddisfare le richieste di mercato. Infine, la possibilità di conoscere quali mutazioni caratterizzino uno specifico clone di arancia, permetterà lo sviluppo di test diagnostici per il riconoscimento varietale e la protezione delle denominazioni, nonché una migliore tracciabilità nella filiera agrumicola.



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