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MEETING 2014/ Benvenuti (astrofisico): esplorare lo spazio per comprendere l’uomo

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Non ha mai indossato la tuta spaziale e non è mai stato in orbita, ma Piero Benvenuti può benissimo essere considerato un “esploratore”: come astrofisico ha esplorato il sistema solare e le profondità cosmiche dapprima presso l’Osservatorio di Padova-Asiago, poi dalla stazione di controllo del satellite IUE (International Ultraviolet Explorer), poi come responsabile scientifico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per il Telescopio Spaziale Hubble.

Con lui – che tra l’altro interverrà il 25 sera all’incontro “Leggere la storia, leggere le stelle” - ci inoltriamo in anteprima nel percorso della mostra “Explorers”, curata dall’Associazione Euresis e che si prepara ad accogliere una prevedibile grande ondata di visitatori nel padiglione A1 della Fiera di Rimini.

Benvenuti inizia ricordando gli anni della competizione Usa-Urss per il primato nell’esplorazione spaziale: un’avventura che sul piano scientifico già sessant’anni fa aveva le carte in regola per imporsi ma che indubbiamente ha ricevuto un notevole impulso dalla sfida tra i due blocchi impegnati ad affermare il proprio predominio tecnologico. «Probabilmente la parte scientifica si sarebbe sviluppata ugualmente ma in modo molto più lento; la spinta politica è stata determinante e soprattutto ha generato una forte accelerazione nel momento in cui i sovietici hanno messo a segno il primo goal con lo Sputnik nel 1957, dimostrando di poter lanciare in orbita un satellite. Da allora le attività spaziali si sono intensificate, anche semplificando le procedure e saltando qualche regola di sicurezza; così la corsa è andata avanti molto più velocemente di quanto avrebbe fatto per la sola motivazione scientifica».

Inevitabile qui un richiamo all’attualità spaziale: non si parla più di competizione o ci stiamo avviando verso una nuova Race to Space? «Oggi la situazione è molto più variegata: non ci sono più i due fronti contrapposti e le grandi potenze hanno dimostrato capacità comuni: per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) c’è una intensa collaborazione al punto che, in mancanza dello Shuttle, anche gli astronauti americani ed europei vengono portati sulla ISS con la russa Soyouz. Sul palcoscenico spaziale si stanno però affacciando altri attori, in particolare Cina e India, che vogliono recuperare il tempo perduto e dimostrare le loro grandi potenzialità di esplorazione dello spazio. Si sta quindi riaccendendo, in altre forme, una certa competizione».



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