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FISICA/ Dal Gran Sasso alla Cina, sulle tracce degli elusivi neutrini

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L'apparato Opera, laboratorio del Gran sasso  L'apparato Opera, laboratorio del Gran sasso
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A cosa si riferisce?

Mi riferisco alla scansione temporale. La tecnologia di JUNO permetterà di avere risultati sperimentali già nei prossimi dieci anni; mentre gli altri due esperimenti hanno una prospettiva temporale più lunga. La diversa tempistica si spiega col fatto che JUNO si concentrerà sulla “gerarchia di massa dei neutrini”, cioè dell’ordine in cui sono disposte le masse dei tre tipi di neutrino; gli altri due andranno oltre, misurando un’altra caratteristica, la cosiddetta violazione di simmetria CP (carica – parità). Fra i tre esperimenti quindi c’è una differenziazione di tecnologia, di tempistica e di fisica.

 

Quindi non ci sarà competizione?

Dal punto di vista della fisica c’è assoluta sinergia, i programmi sono del tutto complementari. Se devo indicare un competitor di JUNO, posso nominare l’esperimento PINGU, un apparato sperimentale già esistente ma che verrà installato al Polo Sud  inserendo stringhe di fotorivelatori in profondità nel ghiaccio per fare misure sempre della gerarchia di massa dei neutrini.

Ma nela fisica moderna siamo abituati ad avere più esperimenti che fanno le stesse misure; ed è importante per avere controlli incrociati immediati  e quindi maggiore certezza nei risultati.

 

Dopo la sua nomina a vice-coordinatore della collaborazione JUNO, adesso lei si prepara a trasferirsi in Cina?

Non è necessario un trasferimento, anche perché la mia nomina riguarda la componenti non cinese della collaborazione. Certo, dovrò andare spesso in Cina soprattutto durante la fase di costruzione. Attualmente siamo all’inizio della fase di progettazione; poi si dovrà fare lo scavo nel quale collocare l’apparato e siamo in attesa dell’autorizzazione da parte del governo locale (ma non dovrebbero esserci ostacoli) per iniziare i lavori verso dicembre - gennaio; vorrei anche aggiungere che il progetto sarà sviluppato secondo i più rigorosi criteri di compatibilità ambientale. L’apparato sperimentale verrà installato entro 5 anni e la prima misura arriverà nel 2026. Da lì il laboratorio resterà in funzione fin verso il 2040.



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