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MISSIONE ROSETTA/ Domani la sonda dell’ESA prenderà sotto braccio la cometa

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Nei giorni scorsi, importanti nuove informazioni sull’ecosistema della Churyumov-Gerasimenko sono arrivate anche da un altro degli strumenti a bordo di Rosetta e anch’esso a carico degli scienziati italiani: è VIRTIS, il Visible Infrared and Thermal Imaging Spectrometer realizzato da un consorzio italo-franco-tedesco sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF che ne guida anche le fasi operative. VIRTIS ha iniziato a misurare la temperatura del corpo ghiacciato, con risultati sorprendenti: la superficie sembra essere troppo calda per essere costituita da ghiaccio esposto e sembra invece ricoperta di un materiale scuro e polveroso.

Le osservazioni sono state realizzate a metà luglio, quando Rosetta si trovava a circa 10.000 km dalla cometa. A questa distanza ancora elevata, la cometa copriva solo pochi pixel nel campo di vista di VIRTIS e per questo non era possibile determinare le temperature di singole zone della cometa. Ma raccogliendo la luce proveniente da tutta la superficie del corpo, il team scientifico ha determinato una temperatura media di circa -70 ºC: un valore che, a prima vista, potrebbe sembrare molto basso se confrontato con le condizioni terrestri, ma che in realtà risulta almeno 20 o 30 gradi più alto della temperatura che avrebbe una cometa con una superficie esclusivamente di ghiaccio.

«Questo risultato – ha dichiarato Fabrizio Capaccioni, dello INAF-IAPS, Principal Investigator di VIRTIS - è molto interessante perché ci fornisce i primi indizi sulla composizione e sulle caratteristiche fisiche della superficie». Già dalla osservazioni fatte da Terra, la cometa 67P era nota per avere una bassa riflettanza (capacità di riflettere la luce), escludendo così l'eventualità di una superficie simile a una pista di pattinaggio, ghiacciata e completamente pulita. Questo nuovo risultato suggerisce che la superficie possa essere coperta per la maggior parte da un materiale scuro e polveroso, riscaldabile più facilmente dalla luce solare. “Ciò non esclude la presenza di zone ghiacciate e relativamente pulite; molto presto VIRTIS sarà in grado di generare delle mappe di temperature il cui dettaglio potrà evidenziare queste variazioni locali».

VIRTIS studierà anche la variazione giornaliera della temperatura superficiale di zone specifiche della cometa, per comprendere quanto velocemente la superficie si scaldi con l’illuminazione solare, proprietà strettamente legata a conduttività, densità e porosità dello strato più superficiale (dell’ordine di qualche decina di centimetri). Queste proprietà saranno molto importanti per determinare il luogo di atterraggio di PHILAE.



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