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NEUROLOGIA/ Per la riabilitazione motoria basterà indossare le “scarpe che suonano”

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Perché siete ricorsi agli skaters per i vostri esperimenti?

Perché volevamo trovare un suono che evocasse un’azione. Inoltre, dal punto di vista artificiale, è molto più facile simulare il suono di una pallina che rotola dentro un contenitore e in quel caso è anche più facile elaborarlo e studiarlo. Questi sono stai i due principali motivi che ci hanno suggerito la scelta degli skaters: il suono da sintetizzare era più facile ed era un suono continuo che evoca un’azione continua.

 

Come si è svolto l’esperimento?

Avevamo delle pedane vibranti che emettevano i suoni simulando un salto con lo skateboard accompagnato dai relativi rumori. Noi misuravamo, con una elettromiografia di superficie, le contrazioni muscolari dei soggetti posizionati sulle pedane; le quali misuravano le forze impresse dagli arti inferiori. Venivano anche registrate forze e spostamenti in tre dimensioni: così potevamo misurare come si spostava il centro di massa, cioè come si muoveva il corpo.

Abbiamo scelto altri studenti di scienze motorie e un gruppo di anziani, come gruppi di controllo, per vedere come i suoni potessero comunque evocare pattern di azioni utili. Ciò in vista di possibili utilizzi in fisioterapia. Molto spesso in fisioterapia vengono utilizzati altri tipi di percezioni, ad esempio la vista, ma molto poco si utilizza il suono.

 

E che cosa avete scoperto?

Se i suoni sono familiari, come nel caso degli skaters, evocano azioni molto precise e anche anticipatorie molto più di quanto accada in persone per le quali quei suoni non sono familiari. Gli skaters riuscivano a mantenere i pattern di azione che simulavano perfettamente quello che loro avrebbero fatto nella realtà. Non solo. Riuscivano ad anticipare l’azione: quando sentivano il suono del salto, contraevano i muscoli che avrebbero utilizzato durante l’azione del saltare e li contraevano anche centinaia di millisecondi prima che il suono evocasse il salto. Quindi erano in grado di eseguire un pattern di azione non solo utile ma anche anticipatorio. Non così gli anziani e gli altri studenti, che riuscivano a simulare il pattern di azione ma in modo molto grossolano e senza anticipare le azioni.     



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