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NEUROLOGIA/ Per la riabilitazione motoria basterà indossare le “scarpe che suonano”

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Viene subito alla mente l’attività dei neuroni specchio: c’è qualche nesso?

I neuroni specchio sono stati individuati nello studio della correlazione tra osservazione visiva e azione: nei famosi esperimenti con le scimmie questi neuroni si attivano sia quando la scimmia vede compiere l’azione che quando la compie. Si può stabilire una analogia nel senso che qui non è la vista ma il suono ad evocare l’azione. Ma è solo una analogia.

 

Qual è l’importanza dei risultati che avete trovato?

Questo tipo di risultato indica che anche il solo ascolto di un rumore può evocare l'azione che lo ha prodotto e attivare le sinergie motorie necessarie. Se il riconoscimento di un suono non è una operazione puramente cognitiva ma assume caratteri di tipo motorio, ciò ha interessanti implicazioni. Da un punto di vista funzionale rappresenterebbe un fattore critico per la sopravvivenza della specie in quanto permetterebbe lo sviluppo di capacità fondamentali quali ad esempio l’imparare a controllare in tempo reale e a preprogrammare le azioni che compiamo.

 

Prima lei ha accennato a potenziali applicazioni in fisioterapia: è una prospettiva remota o c’è già qualche possibilità concreta?

La resa sonora dell'azione umana può trovare applicazioni interessanti nella rieducazione di patologie percettivo-motorie specifiche. Ma è una prospettiva tutt’altro che remota. Ad esempio, stiamo già utilizzando delle particolari scarpe “che suonano”, cioè che mentre si cammina producono il suono della ghiaia, piuttosto che quello della neve o dell’acqua. Vediamo che nei soggetti che le indossano gli schemi della camminata cambiano in base al suono; quindi basterà fornire scarpe di questo tipo per consentire adeguati processi di riabilitazione motoria. 



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